Federico Freni, il sottosegretario all’Economia, si ritira dalla corsa alla presidenza della Consob. Lo confermano fonti vicine al dossier a MF-Milano Finanza. Una scelta che il leghista avrebbe già comunicato alla premier Giorgia Meloni, al titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti e al leader del suo partito, Matteo Salvini.
La sua candidatura era stata avanzata dal ministro Giorgetti lo scorso 20 gennaio. Nel gioco di equilibrio tra i partiti che compongono il centrodestra al governo, Forza Italia non si sarebbe, però, dimostrata in questi mesi pronta a sollevare il suo veto sulla nomina di Freni, nella convinzione che per guidare l’Authority di vigilanza sulla borsa non vada bene una figura politica. Cercasi quindi un tecnico.
Intercettato al termine del Question Time alla Camera, Giorgetti ha commentato così la scelta di Freni: «Sono decisioni sue, io sono contento così almeno rimane a lavorare con noi (al Mef ndr)». Salvini, invece, non ha risposto nel merito: «Ragazzi, non ne ho voglia» ha detto lasciando Montecitorio.
Anche il nome di Federico Cornelli, tecnico già commissario della Consob, sembra da escludere. Nonostante l’apprezzamento degli azzurri nei suoi riguardi, la Lega sembrerebbe pronta a porci il suo veto.
Non è da escludere che al posto di Paolo Savona, il cui mandato alla Consob è scaduto l’8 marzo scorso, venga chiamata Gabriella Alemanno, anche lei attuale commissaria dell’Authority.
Si fa strada, invece, l’ipotesi di Carlo Deodato, segretario generale della presidenza del Consiglio e già segretario generale della Consob nel 2019, anche se la premier non sembra pronta a privarsi del suo collaboratore. E in corsa è dato anche l’economista Donato Masciandaro, consigliere del ministro Giorgetti.
Plausibile anche la candidatura di Renato Loiero, consigliere economico della premier, nonché di Marina Brogi docente universitaria e componente del comitato degli operatori di mercato e degli investitori della Consob. In corsa per il post-Savona ci sarebbe anche Carlo Cottarelli, noto per il suo ruolo passato al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e per dirigere l'Osservatorio sui conti pubblici italiani.
Quel che è certo è che un profilo tecnico, non appartenente ad alcuno schieramento politico, sarebbe apprezzato anche dal Quirinale. D’altronde, la decisione sulla Consob avviene con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e passaggio parlamentare nelle Commissioni competenti. (riproduzione riservata)