Da quando Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti (la certezza si è avuta mercoledì 6 novembre) il bitcoin ha inanellato record su record. Anche nella serata di ieri ha toccato il nuovo massimo di tutti i tempi a 87.405 dollari. Il giorno in cui gli americani sono andati a votare era scambiato a 67.800 dollari. Da inizio anno il rialzo è del 107,6%.
Ovviamente tutti si chiedono se questo rally sia destinato a continuare. La risposta degli esperti nativi del settore è unanime: sì. E il rialzo è tutto merito del nuovo-vecchio presidente. Il mondo delle criptovalute si prepara a un Rinascimento sotto Trump, ha titolato il Wall Street Journal.
E come potrebbe essere altrimenti? In campagna elettorale il tycoon ha promesso di fare degli Usa la capitale mondiale delle criptovalute, mettendo il bitcoin nelle riserve strategiche del Tesoro Usa (finora lo fanno solo El Salvador e il Buthan) e agevolando una regolamentazione più amichevole. Su quest’ultimo fronte, alla Camera dei Rappresentanti e al Senato sono stati eletti molti nuovi congressisti convinti che le criptovalute siano un’asset class con sue particolari caratteristiche e che pertanto non dovrebbe essere regolamentata come le azioni e le obbligazioni.
«Abbiamo voltato pagina», ha dichiarato Kristin Smith, ceo della Blockchain Association, un gruppo di pressione del settore. «I nostri giorni peggiori come industria sono alle spalle e siamo sulla strada per ottenere politiche adeguate e durature». «Essere anti-cripto è semplicemente cattiva politica», ha commento Brian Armstrong, ceo della borsa cripto Coinbase. Probabile che non si vedrà più traccia dell’armata anti-cripto evocata dalla senatrice democratica Elizabeth Warren.
L'industria delle criptovalute ha speso molto in queste elezioni decisive per la sua sorte negli Stati Uniti, donando 170 milioni di dollari a un trio di super Pac per eleggere legislatori amici come Bernie Moreno, un ex imprenditore di blockchain e concessionario di automobili in corsa per le elezioni in Ohio. Lo sforzo ha avuto un successo clamoroso: sono stati eletti 50 dei 58 candidati alle elezioni sostenuti dai super Pac cripto.
Lo stesso Trump è stato finanziato con larghezza da Elon Musk, che resta sempre un grande sostenitore del settore, e da altri esponenti dell’industria cripto come i gemelli Tyler e Cameron Winklevoss. Per sdebitarsi, fra i primi atti da presidente Trump sostituirà sicuramente Gary Gensler alla guida della Sec. Gensler è la bestia nera del settore perché, tra l’altro, ha fatto ritardare di mesi il lancio dei primi Etf sul bitcoin negli Stati Uniti. Etf che stanno avendo un successo superiore alle attese: quello di BlackRock lo scorso 8 novembre ha raggiunto i 33 miliardi di dollari di patrimonio netto, sorpassando l’analogo Etf sull’oro, una performance incredibile se si pensa che l’Etf sul bitcoin esiste solo dallo scorso 11 gennaio. (riproduzione riservata)