Il mattone residenziale italiano ha rallentato nel 2023. I dati del primo semestre sono negativi rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente, mentre le proiezioni sulla fine dell’anno non promettono una risalita nella seconda metà del 2023. A certificarlo sono i «Dati statistici notarili» pubblicati dal Consiglio nazionale del notariato. Secondo quanto risulta all’organizzazione nei primi sei mesi del 2023 le transazioni di abitazioni in Italia sono diminuite dell’8,7%, passando da oltre 300 mila a 277 mila. Un gap che non è destinato a diminuire nella seconda metà dell’anno. Le proiezioni parlano di un calo del mercato immobiliare residenziale del 10,5% (pari a quasi 62 mila unità transate in meno), ha spiegato il Consiglio nazionale del Notariato, oggi guidato dal presidente Giulio Biino.
A soffrire maggiormente sono le prime case, sia nella compravendita tra privati sia nel caso di acquisto da impresa. Secondo le previsioni realizzate dal consiglio nel 2023 saranno concluse compravendite per quasi 265 mila abitazioni destinate all’uso di prima casa. Le compravendite tra privati rallenteranno sopra la media: previste 246 mila operazioni a fine 2023, in calo di 40 mila unità (-13,83%). Mentre è previsto un vero e proprio crollo delle compravendite di prime case da impresa, solo 18,5 mila operazioni, ridotte per oltre 32% rispetto al 2022.
Il mercato delle seconde case, invece, regge meglio all’urto delle difficoltà macroeconomiche e dell’incremento dei tassi d’interesse, almeno nel comparto delle transazioni tra privati. A fine anno è prevista un’erosione delle transazioni di circa il 2,5%, con compravendite di quasi 220 mila abitazioni e un calo di solo 5.500 unità. Più in difficoltà le operazioni tra privati e imprese nel mercato delle seconde case, in cui le previsioni parlano di un calo del 15,31% per un totale di poco meno di 44 mila operazioni nel corso del 2023. Di fatto sul mercato 2023 delle compravendite residenziali in Italia dovrebbero pesare quasi allo stesso modo le prime e le seconde case.
Tornando al primo semestre, i notai hanno realizzato un focus su nove grandi città italiane. Tra le città analizzate, il peggioramento più grande in relazione ai sei mesi precedenti lo si assiste a Bari (-12,4% delle operazioni), seguita da Firenze (-10,3%). Milano ha registrato un calo dell'8,4%, meno di Roma (9,6%) ma più di Napoli (7,3%). Più limitate le discese per Bologna (4,6%), Torino (3,4%) e Verona (3,7%). Quasi nulla la riduzione a Palermo (-0,33%).
A braccetto con il decremento delle operazioni si registra un significativo crollo dei mutui nei primi sei mesi dell’anno in corso. Stando, infatti, ai dati statistici notarili, la discesa è stata del 29,5%, rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre per l’intero 2023 si prevede un calo del 23,8%. Per i notai continua a valere il trend di riduzione a doppia cifra dei prestiti concessi, rispetto al calo delle compravendite (-8,7%). Indizi che, viene spiegato, testimoniano come in Italia l'aumento dei tassi di interesse abbia portato le persone ad utilizzare maggiormente i propri capitali, rispetto alle forme di finanziamento provenienti dagli istituti di credito. Il calo è in linea con il capitale erogato: il dato passa dai 38,5 miliardi di euro del primo semestre 2022 ai 26,9 miliardi della prima metà del 2023. Non cambia, invece, la cifra erogata ai richiedenti: il dato medio nel primo semestre 2023 (oltre 170 mila euro) è in linea con quello dello stesso periodo dell’anno precedente (intorno ai 172 mila euro). (riproduzione riservata)