Commerzbank, il secondo maggiore gruppo bancario tedesco quotato, nel mirino di Unicredit (detiene il 20,17%), chiude il secondo trimestre con un utile netto in calo del 14,1% a 462 milioni dopo aver contabilizzato 493 milioni di costi di ristrutturazione. Il dato sui profitti, però, batte nettamente le attese del consenso Bloomberg per 352 milioni. I ricavi salgono in doppia cifra (+13,2%) a 3,019 miliardi e l'utile operativo del 34,3% a 1,169 miliardi.
La banca tedesca rivede così al rialzo le previsioni per il 2025 e si aspetta ora profitti per circa 2,9 miliardi prima dei costi di ristrutturazione rispetto ai circa 2,8 miliardi attesi in precedenza. Dopo i costi di ristrutturazione, la banca prevede un utile netto di circa 2,5 miliardi, mentre il margine di interesse netto è atteso a circa 8 miliardi nel 2025 e il fair value a circa 0,3 miliardi (prima prevedeva un margine di interesse netto di circa 7,8 miliardi e un fair value di circa 0,3 miliardi).
La crescita del margine di commissione netto è attesa al 7%, confermato l'obiettivo per il cost-income ratio al 57%. Il Cet 1 ratio è atteso almeno al 14,5% entro fine anno, al netto del rimborso del capitale e delle spese di ristrutturazione. Confermato il piano di rimborso del capitale e l'obiettivo di restituire agli azionisti il 100% degli utili nel periodo 2026-2028, dopo il pagamento delle cedole dei bond At1.
Commerzbank ha annunciato sempre mercoledì un programma di buyback fino a 1 miliardo di euro. La decisione arriva, come si è visto, insieme a un rialzo della guidance sull’utile netto 2025, portata da 2,4 a 2,5 miliardi di euro.
Da quando è diventata ceo lo scorso ottobre, Bettina Orlopp ha incrementato le politiche di distribuzione agli azionisti, nel tentativo di dimostrare che Commerzbank può offrire rendimenti competitivi anche senza essere acquisita da Unicredit, che sta valutando un’eventuale opa. Una mossa non facile, considerata l’opposizione del governo tedesco.
Il pacchetto derivati in portafoglio al gruppo milanese, se trasformato interamente in azioni ordinarie, porterebbe la banca guidata dall’ad Andrea Orcel a detenere una quota vicina al 28%, livello che sfiora la soglia del 30%, oltre la quale in Germania scatta l'obbligo di lanciare un'offerta pubblica.
Il titolo Commerzbank è più che raddoppiato in borsa da inizio anno, con un rally spaventoso del 101% per 36 miliardi di capitalizzazione. Mercoledì 6 agosto, la banca viaggia in leggero calo sul Dax a 31,38 euro per azione. (riproduzione riservata)