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Commerzbank, Orlopp contrattacca: Unicredit vuole ridimensionarci, ma aperti a dialogo con altro premio

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Commerzbank alza l’outlook e annuncia tagli per 3.000 dipendenti, ma Unicredit è già al 36%

08 maggio 2026, 08:30 Ultimo aggiornamento: 08:48

La ceo di Commerz, Bettina Orlopp, cerca di alzare il valore della banca tedesca per rendere più costosa l’ops lanciata da Unicredit. L’ipotesi che Berlino salga | Il video

Commerzbank ha annunciato venerdì 8 maggio un piano per tagliare 3.000 posti di lavoro nel tentativo di raggiungere obiettivi di profitto più elevati e rafforzare la difesa contro l’ops di Unicredit che intende acquisire il 30% del capitale.

Da mesi è in corso uno scontro tra i due istituti: da una parte l’amministratore delegato della banca italiana, Andrea Orcel, deciso a crescere in Germania, dall’altra Commerzbank, considerata una realtà strategica per il finanziamento dell’economia tedesca, soprattutto per le medie imprese.

Unicredit già al 36%: è il primo azionista

La situazione è entrata in una fase delicata dopo che Unicredit ha lanciato questa settimana l’ops, valutata 37 miliardi di euro. Attualmente la banca italiana possiede una quota vicina al 30% di Commerzbank — circa il 27% direttamente più un ulteriore 9% tramite strumenti finanziari — risultando il principale azionista dell’istituto tedesco.

Terzo round di tagli

Commerzbank ha criticato duramente il piano di Unicredit, definendolo «vago, caratterizzato da rischi significativi di esecuzione e basato su narrazioni fuorvianti» che screditerebbero la banca tedesca. I nuovi tagli occupazionali rappresentano il terzo grande programma di riduzione del personale negli ultimi tempi. All’inizio del decennio Commerzbank aveva già ridotto 10.000 posti di lavoro, pari a un terzo del personale tedesco, mentre l’anno scorso aveva annunciato ulteriori 3.900 tagli. Orcel ha inoltre lasciato intendere che, in caso di acquisizione, ridimensionerebbe molto il quartier generale di Francoforte.

Commerz alza l’outlook

Nel frattempo, Commerzbank ha migliorato le previsioni finanziarie, annunciando target più elevati per utili e ricavi entro il 2028 e fissando un obiettivo di rendimento del capitale tangibile netto intorno al 21% entro il 2030. La banca ha inoltre alzato le stime sugli utili per il 2026, prevedendo ora un profitto annuo di almeno 3,4 miliardi di euro, rispetto alla precedente indicazione superiore a 3,2 miliardi.

Nel primo trimestre, l’utile netto è aumentato del 9,4%, raggiungendo 913 milioni di euro contro gli 834 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, superando nettamente le aspettative degli analisti, che prevedevano profitti attorno a 866-868 milioni di euro. Commerzbank ha però segnalato anche circa 450 milioni di euro di costi di ristrutturazione legati ai nuovi licenziamenti.

Un’ops costosa

La strategia dell’amministratrice delegata Bettina Orlopp punta a rafforzare redditività e remunerazione degli azionisti per rendere l’acquisizione più costosa per Unicredit. Dall’arrivo di Orlopp alla guida della banca a ottobre 2024, il titolo Commerzbank ha più che raddoppiato il valore.

L’offerta di Unicredit, valida fino al 16 giugno, difficilmente verrà accettata da un grande numero di investitori dal momento che il prezzo implicito risulta inferiore all’attuale valore di mercato di Commerzbank. L’operazione sembra soprattutto finalizzata a portare la partecipazione di UniCredit appena sopra il 30%, soglia che normalmente farebbe scattare l’obbligo di un’offerta pubblica totale in Germania.

E se Berlino salisse?

Anche il governo tedesco, che possiede oltre il 12% della banca, si oppone all’operazione. Berlino dispone però di strumenti legali limitati per fermare Unicredit nel caso in cui presenti un’offerta convincente. Alcuni parlamentari hanno persino suggerito che lo Stato possa aumentare la propria quota in Commerzbank per ostacolare una possibile acquisizione. (riproduzione riservata)



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