A partire dal Covid, il panorama commerciale globale è ripetutamente «rimodellato da interruzioni nelle catene di approvvigionamento». E la chiave per gestire «le interruzioni ed evitare di essere colti di sorpresa» è puntare sui partenariati pubblico-privati. Questa la posizione espressa dal presidente dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo (Pam), Giulio Centemero, nel suo intervendo alla sessione su commercio e finanza nella regione euro-mediterranea e del Golfo del terzo Forum economico di Marrakesh, promosso dalla stessa Pam che fa parte della rete dell'Fmi e della Banca mondiale.
Il primo aspetto su cui si deve lavorare in questa direzione è «culturale», secondo il deputato leghista. Infatti se non esiste una Silicon Valley nel Mediterraneo, in Europa, in Medio Oriente e in Nord Africa è perché «abbiamo lo stigma del fallimento». Ossia, ha spiegato Centemero, «se intraprendi un'iniziativa e non hai successo, pensi di essere colpevole. Ma dobbiamo cancellare questo stigma. È la nostra piccola rivoluzione culturale che dobbiamo compiere. Perché ogni volta che si avvia un'iniziativa, anche se non va bene, si acquisiscono comunque esperienza, competenze, modelli e tutto questo può essere investito in altre iniziative», conclude il presidente della Pam.
Una delle principali sfide da vincere nei prossimi anni è chiaramente la transizione green. E nell’ottica della collaborazione tra pubblico e privato, l'Assemblea parlamentare del Mediterraneo e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale hanno sottoscritto un memorandum d'intesa che sancisce una nuova fase di cooperazione strategica.
L'accordo mira a promuovere politiche industriali a impatto zero, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) dell'Onu. Al centro, la diffusione di tecnologie innovative, la valorizzazione delle buone pratiche per favorire la doppia svolta verde e digitale, e l'integrazione degli obiettivi di decarbonizzazione nelle agende nazionali che regionali. Particolare rilievo è attribuito ovviamente al rafforzamento dei partenariati pubblico-privati, riconosciuti come «leva fondamentale per affrontare le sfide ambientali ed economiche».
Da non sottovalutare poi la sfida dell’intelligenza artificiale. Non bisogna aver paura dei robot «perché i robot non uccidono gli uomini, non uccidono gli esseri umani» ha assicurato Centemero. Al massimo «possono essere solo gli esseri a decidere di usare la tecnologia per uccidere altri esseri umani».
Semplicemente «se siamo pronti a istituire una governance corretta dell'Intelligenza artificiale, in futuro avremo più posti di lavoro. Avremo condizioni di vita migliori» ha ricostruito il leghista. D’altronde «l’innovazione è proprio questo».
Dal canto suo il Pam sta lavorando, ad esempio, con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite «per affrontare e controllare l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale e anche la creazione di fake news attraverso l'AI al fine di utilizzare questa tecnologia per far progredire l'umanità e non per farla regredire» ha anticipato Centemero. (riproduzione riservata)