Nel febbraio 2020, alla vigilia della pandemia di Covid-19 e con il mondo che stava progressivamente scoprendo lo smart working e le applicazioni per il telelavoro, la Commissione Europea ha comunicato al suo staff di iniziare a utilizzare Signal, una nota app di messaggistica crittografata end-to-end, cioè sistema di protezione delle comunicazioni in cui solo il mittente e il destinatario possono leggere i messaggi scambiati. A cinque anni di distanza questa app, la preferita del noto whistleblower Edward Snowden, risale agli onori delle cronache, e non solo per la sua crescente popolarità, ma anche per un clamoroso errore che ha coinvolto membri dell’amministrazione di Donald Trump.
Secondo quanto rivelato da The Atlantic, alcuni alti funzionari statunitensi avrebbero discusso dettagli operativi di attacchi militari in Yemen su un gruppo Signal, all’interno del quale era stato accidentalmente aggiunto un giornalista.
Il caso ha generato grande preoccupazione tra gli esperti di sicurezza: utilizzare una piattaforma non governativa per la gestione di informazioni così riservate e strategiche rappresenta infatti un rischio significativo per la sicurezza nazionale. L’episodio ha suscitato incredulità tra gli stessi funzionari dell’amministrazione, e sono già allo studio conseguenze disciplinari per i responsabili. Il timore è che Signal, app pensata per tutelare l’anonimato e la privacy di chi la usa, possa essere sempre più usata per bypassare i canali di comunicazione top secret, svelando segreti di Stato importanti.
Di fatto Signal si è costruita la fama di app perfetta per la tutela della privacy, diventando lo strumento di fiducia per giornalisti, attivisti e persino figure di spicco come l’ex dipendente dalla Cia Snowden, salito agli onori delle cronache quando nel 2013 svelò al pubblico dettagli di diversi programmi top secret di sorveglianza di massa del governo statunitense e di quello britannico.
Signal è stata sviluppata nel 2013 da un gruppo di esperti di sicurezza informatica, tra cui Moxie Marlinspike, fondatore di Open Whisper Systems (che poi ha lasciato la società nel 2022). A differenza di WhatsApp, che appartiene a Meta e monetizza i dati degli utenti, Signal è gestita da una fondazione senza scopo di lucro ed è finanziata interamente da donazioni. Questo garantisce, nelle intenzioni dei fondatori, che i dati degli utenti non vengano utilizzati per fini pubblicitari o di profilazione.
Il protocollo crittografico della chat, noto anche come Signal Protocol, è di tipo open source e viene utilizzato anche da altre app di messaggistica istantanea per proteggere le loro comunicazioni. La differenza è un’altra: mentre altre app raccolgono metadati (come le informazioni su chi comunica con chi e quando), Signal minimizza questo tipo di raccolta, garantendo un livello di anonimato superiore. Inoltre, mentre WhatsApp raccoglie dati come numeri di telefono, contatti e dati di utilizzo, Signal non raccoglie nessun dato personale. Infine, Signal può essere usata senza rivelare il proprio numero di telefono a tutti.
La popolarità di Signal è esplosa nel gennaio 2021, dopo che WhatsApp aveva annunciato un aggiornamento della sua informativa sulla privacy, scatenando timori sulla condivisione di dati con Facebook. Un tweet di Elon Musk che consigliava di «usare Signal» contribuì a far schizzare i download dell’app, con oltre 800 mila installazioni in un solo giorno. Ironia della sorte, nel febbraio di quest’anno Musk ha bloccato sul suo social X (ex Twitter) i link provenienti da Signal, che venivano usati, secondo il ceo di Tesla, per criticare il suo operato a capo del Doge, il neonato dipartimento per l’efficienza governativa.
Edward Snowden, ex tecnico della Cia e analista della Nsa (National Security Agency), è stato uno dei primi sostenitori di Signal. Dopo aver rivelato l’esistenza di programmi di sorveglianza di massa da parte del governo statunitense nel 2013, Snowden ha cercato strumenti di comunicazione sicuri per evitare di essere intercettato.
Nel 2015 dichiarò pubblicamente di utilizzare Signal ogni giorno, spiegando che lo faceva per proteggere la sua privacy online. Questa affermazione contribuì a consolidare la reputazione dell’app come strumento sicuro, per chiunque voglia difendersi dalla sorveglianza indiscriminata.
Il nuovo episodio che ha visto l’amministrazione Trump protagonista riapre il dibattito sulla sicurezza offerta da Signal. Governi e agenzie di intelligence hanno espresso preoccupazione per il fatto che la crittografia avanzata possa essere utilizzata da criminali e terroristi per eludere le intercettazioni.
Moxie Marlinspike ha più volte ribadito che la crittografia non è il problema, ma la soluzione per garantire la libertà di espressione e la sicurezza digitale. «Le persone comuni sono le vere vittime della sorveglianza di massa», ha dichiarato il fondatore di Signal. (riproduzione riservata)