«La storia dei mercati finanziari è costellata di estati roventi, l’esperienza insegna a restare vigili anche in queste settimane». Ad affermarlo è Carlo Benedetti, market specialist di Gam (che vanta più di 71 miliardi di euro di asset in gestione e operazioni in 14 paesi). L’esperto riconosce la bontà del 2023: «un anno generoso con gli asset finanziari» e segnato dalla vittoria delle banche centrali contro l’inflazione. Allo stesso tempo però, Benedetti ammonisce sulle dinamiche di avversione al rischio. E per aiutare gli investitori a non finire nel ciclo comprare-alto-vendere-basso, introduce il concetto di piramide degli investimenti.
Benedetti commenta a 360° i trend di maggior rilievo dei mercati finanziari. Sull’aumento dell’indice dei prezzi, il fenomeno monetario che ha dominato gli investimenti nel 2022, scrive: «L’inflazione inglese corrobora la tendenza manifestata dal calo dell’inflazione negli Stati Uniti». Sulle mosse delle banche centrali riconosce che con l’aumento dei tassi «hanno preservato l’attività economica e frenato l’inflazione».
Gli effetti di prezzi stabili si stanno facendo sentire sui consumatori americani. Secondo Benedetti: «nel mese di luglio il sentimento tracciato dell’Università del Michigan è aumentato del 13%, terzo mese consecutivo di miglioramento e il più grande avanzamento su base mensile dal 2006».
Sulla banca centrale guidata da Jerome Powell, Benedetti commenta «La Federal Reserve interverrà ancora sui tassi nella riunione di questa settimana -25 e 26 luglio; tasso attuale 5 -5,25%; tasso previsto 5,25-5,5% ndr- ma l’attenzione del mercato è già oltre, ci si interroga sul soft landing e se altri aumenti saranno davvero necessari».
Benedetti sottolinea che: «il consensus stima un ultimo aumento in luglio e il mantenimento fino al 2024, quando cominceranno i tagli» ma riflette anche sulla fragilità delle aspettative: fino a una manciata di settimane fa le prime riduzioni erano previste entro la fine del 2023.
Sulla situazione economica del paese guidato dal presidente Xi Jinping, Benedetti scrive: «La crescita trimestrale è stata dello 0,8%, in marcato calo rispetto al 2,2% del primo trimestre». E nei mercati finanziari la situazione potrebbe non essere migliore con «gli afflussi netti dall’estero verso le economie emergenti asiatiche che hanno superato quelli verso la Cina».
Questo potrebbe essere una conseguenza della «delusione per la ripresa, prima la frenata causata dalle dure misure di contenimento del Covid 19 poi l’affievolimento della ripartenza». In attesa che la Cina torni a crescere, i flussi si stanno orientando verso gli altri paesi dell’area e verso l’India.
Barometro dell’attività economica cinese è il renmimbi, che lo specialista di Gam consiglia di monitorare. I prezzi alla produzione infatti sono scesi a giugno del 5,4% rispetto a un anno prima e dello 0,8% rispetto al mese precedente. E se i prezzi alla produzione calano, per ora quelli al consumo resistono rimanendo piatti. Benedetti indentifica la crescita del pil reale, maggiore di quella del pil nominale, come un «segnale di possibile deflazione». Da qui alle considerazioni valutarie: «la debolezza della valuta cinese e del biglietto verde danno forza ai mercati emergenti e all’euro». Sui cambi valutari osserva: «movimenta valutari che non si vedevano da tempo e che secondo David Dowsett di Gam Investments potrebbero essere importanti per le decisioni delle banche centrali».
Benedetti si esprime contro «l’eccesso di esposizione a scommesse direzionali». A questo proposito lo specialista mette in evidenza che: «aumenta il rischio di scottature dei portafogli» e per evitarle «ci sono poche, buone regole, tra le quali, lo ricordiamo ad abbondanza, la diversificazione e la conferma della tolleranza al rischio»
Il paradosso però è che la propensione al rischio aumenta in fase di mercati ascendenti e diminuisce in fase discendente, in una dinamica che potrebbe portare a comprare alto e vendere basso. Ecco alcuni parametri che l’esperto ritiene possano identificare «con buona approssimazione la soglia del dolore»
Come linea guida per costruire «portafogli ragionevolmente diversificati» si può usare la piramide degli investimenti.
Gli strumenti più abbondanti sono quelli alla base della piramide e hanno l’obiettivo della protezione. Secondo Benedetti «qui vengono compresi gli strumenti che difendono dal rischio di perdite finanziarie e gli strumenti assicurativi tradizionali». Nella base della piramide troviamo anche strumenti tipici della finanza personale come il controllo dell'indebitamento e la graduale riduzione dei mutui. Anche la liquidità o gli strumenti equivalenti vanno considerati in questo comparto.
Il secondo piano della piramide è costituito «da strumenti di investimento a rischio medio, con aspettative di rendimenti ragionevolmente stabili e la possibilità di rivalutazione del capitale», mentre il terzo piano della piramide comprende gli investimenti più rischiosi che possono «produrre rendimenti elevati» ma che sono sensibili alle correzioni del mercato. L’allocazione di dimensioni minori permette tuttavia di evitare «che le eventuali perdite non facciano soffrire l’intero portafoglio». Infine la cuspide della piramide, «comprende anche quella parte residuale del patrimonio destinata all’attività di trading». (riproduzione riservata)