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Col Pnrr avviati 68 mila progetti per la Pubblica amministrazione
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Col Pnrr avviati 68 mila progetti per la Pubblica amministrazione

di Alessio Butti (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica)
08 luglio 2025, 21:00

Il Country Report 2025 della Commissione Ue riconosce l'Italia come uno dei Paesi con i maggiori miglioramenti nella digitalizzazione dei servizi pubblici, superando per la prima volta la media europea

Ne abbiamo fatta di strada. Pensavo questo, pochi giorni fa, mentre intervenivo in audizione davanti alla commissione bicamerale per la semplificazione sul tema «Semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione». In meno di 30 mesi abbiamo raggiunto traguardi importanti in questo processo, che rappresenta una rivoluzione per cittadini, imprese e per il funzionamento stesso dello Stato.

Una rivoluzione digitale senza precedenti nella Pa

Il Pnrr ha stanziato al Dipartimento per la Trasformazione Digitale più di 6 miliardi di euro dedicati alla digitalizzazione della Pa. Un investimento enorme, dunque, per vincere una sfida di pari grandezza: digitalizzare oltre 22.000 amministrazioni pubbliche, fra comuni, scuole, Asl e altri enti locali. Di fatto, la più grande opera di digitalizzazione mai tentata nella storia del Paese.

Per farlo abbiamo lavorato gomito a gomito con le altre istituzioni, centrali e locali, e adottato approcci innovativi come gli «Avvisi a lump sum», che riconoscono contributi a progetto basati su milestone definite, snellendo le procedure di rendicontazione e incentivando la partecipazione massiva. Il risultato è stato straordinario: oltre 68 mila progetti avviati, il 99% dei comuni e il 90% delle scuole coinvolti, e più di 2 miliardi di euro erogati, con oltre la metà liquidata per progetti completati e verificati. Abbiamo rispettato rigorosamente le scadenze Pnrr e completato oltre due terzi del piano, un traguardo importante che va oltre i numeri, perché dimostra la capacità di fare sistema tra tutte le amministrazioni.

Piattaforma Digitale Nazionale Dati

Uno degli aspetti centrali della trasformazione digitale riguarda la semplificazione amministrativa, che si traduce nella razionalizzazione delle infrastrutture digitali e nell’adozione di piattaforme moderne e interoperabili.

E non posso parlare di interoperabilità senza menzionare la Pdnd (Piattaforma Digitale Nazionale Dati), che rappresenta la pietra angolare per lo scambio di dati e informazioni tra amministrazioni: oggi conta quasi 8.000 enti aderenti, oltre 11 mila servizi digitali attivi e più di 600 milioni di sessioni di scambio dati. Se ci fermiamo a riflettere, è una cifra straordinaria, considerando che in passato tutte queste comunicazioni avvenivano tramite telefonate, email e lettere tra enti diversi.

Il Country Report 2025 premia i progressi italiani

Questi progressi si inseriscono in un quadro di miglioramenti certificati a livello europeo. Nel recente Country Report 2025 della Commissione Ue sul Digital Decade, l’Italia è stata riconosciuta come uno dei Paesi con i maggiori miglioramenti nella digitalizzazione dei servizi pubblici, superando per la prima volta la media europea in questo settore con un incremento di 15 punti rispetto all’anno precedente. Tanto per intenderci, sopra Francia e Germania.

La commissione ha inoltre sottolineato il valore dell’It Wallet come best practice, anticipando l’implementazione europea del wallet digitale. L’approccio che stiamo portando avanti punta a mettere i dati e l’innovazione al centro delle politiche pubbliche, per ottenere una semplificazione reale. Il cammino verso una Pa digitale, semplice e vicina ai cittadini è in pieno svolgimento. Grazie all’impegno collettivo di Governo, amministrazioni locali e privati, l’Italia sta recuperando posizioni importanti nei ranking europei e costruendo le basi per un futuro in cui la digitalizzazione sarà sinonimo di efficienza, inclusione e crescita. (riproduzione riservata)



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