Il mercato sta scontando un soft landing per gli Stati Uniti, anche se Citi prevede una recessione a metà 2024. «Questa recessione spingerà la Fed a iniziare a tagliare i tassi di interesse a luglio, per un totale di 100 punti base nel 2024», sottolinea Citi. Tuttavia, continua la banca d’affari, «è troppo presto per ridurre il nostro sovrappeso (overweight, ndr) sull’azionario, poiché il mercato non è così lungimirante». A livello globale, gli economisti di Citi prevedono una recessione anche in Europa, che potrebbe essere già iniziata e che porterà la Bce a tagliare i tassi a partire da giugno (Deutsche Bank si aspetta che la Banca centrale europea tagli i tassi di 150 punti base l'anno prossimo, 50 in più rispetto alle previsioni precedenti, dato che l'inflazione sta rallentando e i banchieri della banca centrale adottano un tono meno da falco).
Quindi, Citi continua a preferire le azioni statunitensi «poiché il mercato tende a inseguire i vincitori nel periodo novembre-dicembre», così come quelle dell'America Latina (un mercato ciclico a buon mercato che beneficia di banche centrali “più colombe”) in contrasto con il sottopeso (underweight) del Regno Unito in quanto mercato più difensivo e con una presenza maggiore di azioni petrolifere. Tra i candidati a un upgrade figurano l'Eurozona (grazie al calo dell'Ifo e dello Zew) e l'Asia (Cina e Giappone escluse). «Ma i guadagni di novembre sono stati troppo estremi per essere inseguiti. Per quanto riguarda i settori, rimaniamo con una posizione long su industriali, tecnologici, telecomunicazioni ed energia contro consumer staples, finanziari, immobiliari e utilities», suggerisce Citi.
Per quanto riguarda le obbligazioni, Citi mantiene una duratin lunga per i bond degli Stati Uniti, del Regno Unito, dell'Eurozona e dei mercati emergenti (in questo caso adotta una copertura sui cambi). «Sebbene sia plausibile un periodo di consolidamento nel breve periodo, scontando i tagli dei tassi nel 2024, i tassi reali sono ancora molto elevati e interessanti», osserva il broker, prevedendo che la prossima discesa dei tassi avverrà quando i primi tagli entreranno nel campo visivo del mercato. Poi Citi avverte: «le elezioni statunitensi rappresenteranno un rischio per i tassi Usa, in quanto i timori di un altro grande stimolo fiscale potrebbero riaccendere le preoccupazioni sull'offerta. Ma è probabile che sia troppo presto per posizionarsi in questo senso, dato che di solito il mercato valuta le elezioni solo 3-4 mesi prima del giorno in cui si vota».
Inoltre, Citi consiglia di sottopesare il credito come copertura contro la recessione. Il credito tende a reagire prima al deterioramento delle condizioni economiche negli Stati Uniti. Pur non vedendo ancora segnali di un deterioramento del credito privato (o di un ulteriore deterioramento degli immobili commerciali ad uso ufficio o delle banche regionali), «riteniamo che un sottopeso del credito sia una buona copertura nel caso in cui la recessione cominci ad avere un impatto sui mercati prima del previsto». Nel credito Citi ha una posizione sottopeso (underweight) sui bond investment grade (IG) e gli high yield statunitensi con una copertura della componente tassi, nel caso in cui la recessione degli Stati Uniti si verifichi prima del previsto.
Per quanto riguarda le materie prime Citi ha una posizione long sui metalli preziosi, viceversa sottopesa l'energia. «Continuiamo a preferire i metalli preziosi nonostante il forte aumento, principalmente perché ci aspettiamo che i tassi reali scendano senza una forza rilevante del dollaro per ora. Rimaniamo negativi sull'energia perché l’andamento dei prezzi del petrolio nel giorno della riunione dell’Opec è stato significativo e preannuncia ulteriori debolezze», conclude Citi.