La seconda edizione della China International Supply Chain Expo (Cisce) si è svolta a Beijing dal 26 al 30 novembre, registrando la partecipazione di 620 aziende e istituzioni, con un incremento del 20% rispetto alla prima edizione. La percentuale di espositori esteri è salita dal 26% al 32%, con metà delle aziende straniere provenienti da Europa e Stati Uniti. Quasi 80 delegazioni internazionali di alto livello sono intervenute per visite e acquisti, superando significativamente i numeri dell'edizione precedente.
Per analizzare l'impatto delle nuove tecnologie sulla catena di approvvigionamento globale, la Cisce ha pubblicato il «Global Supply Chain Promotion Report 2024», focalizzato sulle filiere globali in settori quali robotica umanoide, veicoli intelligenti, circuiti integrati ed energia fotovoltaica. Perché la catena di approvvigionamento cinese ha attratto così tanti visitatori? La peculiarità della Cisce è la presentazione non di singoli componenti o prodotti, ma di intere filiere industriali, creando opportunità di collaborazione tra le imprese.
Un esempio è la filiera dei veicoli intelligenti: un'auto elettrica richiede decine di migliaia di componenti hardware e software interconnessi. La fiera copre l'intero ciclo produttivo, dalle materie prime ai componenti chiave, dalle batterie ai motori, dai controlli elettronici ai servizi per veicoli connessi. Ancor prima dell'apertura, l'Expo aveva fornito oltre 5.000 comunicazioni mirate a più di 600 aziende espositrici e visitatori professionali registrati, consentendo a molte imprese nazionali ed estere di individuare nuovi partner in anticipo.
Secondo Michael Hart, presidente della Camera di Commercio Americana in Cina, per le aziende statunitensi la Cina rimane una componente essenziale della loro catena di approvvigionamento globale, senza possibili alternative equivalenti. Il giorno dell'inaugurazione, l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, arrivato in fiera di prima mattina, ha ricordato che si trattava della sua terza visita in Cina nell'anno, sottolineando l'importanza dei partner cinesi.
«Senza i partner cinesi, Apple non avrebbe raggiunto il successo di oggi», ha dichiarato. Attualmente, oltre l'80% dei 200 principali fornitori globali di Apple ha stabilimenti in Cina, e negli ultimi cinque anni gli investimenti dell'azienda nella produzione intelligente e sostenibile nel Paese hanno superato i 20 miliardi di dollari, una concreta dimostrazione di fiducia nelle catene di produzione e di approvvigionamento cinesi. Apple, presente alla fiera per il secondo anno consecutivo, ha coinvolto anche quattro fornitori cinesi.
Nell'edizione di quest'anno, un numero crescente di imprese nazionali e internazionali ha partecipato puntando a una cooperazione win-win. Nelle aree espositive riguardanti la produzione avanzata, l'energia pulita e i veicoli intelligenti, le imprese cinesi e internazionali hanno mostrato una forte integrazione, creando una filiera industriale resiliente e reciprocamente vantaggiosa. Secondo Marco Bettin, segretario generale dell'Italy China Council Foundation, un mercato chiuso è controproducente e l'interconnessione è fondamentale. Non si dovrebbe quindi perseguire il disaccoppiamento, ma piuttosto riflettere meglio sulla globalizzazione.
La numerosa presenza di aziende straniere alla Supply Chain Expo ha dimostrato l'interesse e le aspettative delle imprese internazionali nel rafforzare la cooperazione nelle catene produttive e di fornitura, nonché l'ottimismo per il continuo sviluppo del mercato cinese. L'eliminazione delle restrizioni agli investimenti esteri nel settore manifatturiero, la significativa riduzione della lista negativa per gli investimenti esteri e il potenziamento dei servizi di supporto agli investitori stranieri confermano l'impegno del Paese verso un'apertura di alto livello agli investimenti internazionali.
Alla seconda edizione dell'Expo, oltre alle aziende Fortune 500, hanno partecipato numerose imprese di «specializzazione, eccellenza e innovazione», nonché piccole e medie imprese da vari Paesi. Yu Yi, direttore dell'Ufficio del Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale, ha evidenziato che la Supply Chain Expo si distingue dalle fiere tradizionali per il suo focus non tanto sui beni e servizi, quanto sulla promozione della cooperazione industriale e dell'innovazione tecnologica, aspetti cruciali per aiutare le piccole e medie imprese a esplorare i mercati internazionali, migliorare la competitività e integrarsi meglio nel sistema industriale e nelle catene di approvvigionamento globali. A questo proposito l'Expo ha previsto diverse misure di sostegno, tra cui incontri di trade docking e programmi di formazione.(riproduzione riservata)