L’Asia viaggia in netto rosso, venerdì 10 marzo, il giorno in cui Xi Jinping viene confermato alla presidenza della Cina per un terzo raro mandato che il Paese aveva visto solo con Mao.
Alle ore 7:20 italiane, il Nikkei perde l’1,7%, Hong Kong il 2,3%, Shanghai l’1%, l’oro viaggia laterale a 1.835 dollari per oncia, il petrolio Wti americano cede lo 0,8% a 75,10 dollari il barile.
L’euro scambia a 1,0582, lo yen, dopo l’ultimo meeting della Boj, cede lo 0,4% a136,68, la sterlina si muove a 1,1925. Il T bond Usa decennale, che ieri era andato oltre il 4%, continua a perdere rendimento, venerdì al 3,83%. I futures su Wall Street sono in calo, il Nasdaq dello 0,5%, S&P 500 e Dow dello 0,7%.
A pesare sul sentiment dei mercati, la brutta sessione di Wall Street (-2% Il Nasdaq, il Vix è balzato del 18,3%) guidata al ribasso dalle banche (BofA -6%) durante la notte tra i timori che i tassi di interesse sempre più elevati stiano mettendo sotto pressione i bilanci dei gruppi.
A scatenare le vendite, la comunicazione di Silicon Valley Bank di aver perso 1,8 miliardi di dollari (il calo dei prezzi è dovuto al continuo rialzo dei tassi) in seguito alla cessione di un portafoglio di bond del valore di 21 miliardi, costretta dal calo dei depositi dei clienti, startup Usa. Le perdite hanno spinto la banca ad annunciare una vendita di azioni per rafforzare la sua posizione patrimoniale.
Giovedì, le azioni di SVB Financial Group, la controllante della banca, sono crollate del 60%. Il ceo di SVB, Greg Becker, ha consigliato ai clienti di «stare calmi».
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Xi Jinping si è assicurato un terzo mandato presidenziale quinquennale senza precedenti venerdì durante una sessione parlamentare in cui ha ulteriormente rafforzato il suo controllo mentre la Cina deve affrontare sfide a livello nazionale e globale.
Quasi 3.000 membri del parlamento cinese, il Congresso Nazionale del Popolo (Anp), hanno votato all'unanimità il 69enne Xi in un'elezione in cui non c'erano altri candidati.
L'economia cinese è cresciuta del 3% lo scorso anno, tra le peggiori performance degli ultimi decenni e durante il meeting del Parlamento Pechino ha fissato un modesto obiettivo di crescita per quest'anno del 5% circa.
«Nel suo terzo mandato, Xi dovrà concentrarsi sul rilancio economico», ha commentato Willy Lam della Jamestown Foundation, un think tank statunitense. «Ma se continua con quello che ha fatto, controllo più stretto del partito e dello stato sul settore privato e confronto con l'Occidente, le sue prospettive di successo non saranno incoraggianti».
Xi ha posto le basi per un altro turno quando ha eliminato i limiti del mandato presidenziale nel 2018 ed è diventato il leader più potente della Cina dai tempi di Mao Zedong, che ha fondato la Repubblica popolare.
Xi lo scorso ottobre era stato riconfermato per altri cinque anni come segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista.
Nella riunione di venerdì, l'ultima sessione del governatore Haruhiko Kuroda prima del pensionamento (gli succederà Kazuo Ueda ad aprile), la Bank of Japan (BoJ) ha mantenuto i tassi breve termine invariati al -0,1% e quello per i rendimenti obbligazionari a 10 anni intorno allo 0% con voto unanime.
La Banca centrale non ha apportato modifiche al controllo della curva dei rendimenti, incluso il limite dello 0,5% fissato per l'acquisto di obbligazioni, attenuando l'opinione che gli effetti collaterali della politica debbano essere affrontati presto. E infatti lo yen si è indebolito dello 0,4% venerdì.
Nel frattempo, il board della BoJ ha espresso preoccupazioni sull'economia ribadendo che, se necessario, adotterà ulteriori misure di allentamento con tassi a breve e a lungo termine ai livelli attuali o inferiori.
Il nuovo governatore Ueda presiederà la sua prima riunione politica il 27-28 aprile, quando il consiglio annuncerà le previsioni su Pil e prezzi che si estenderanno fino all'anno fiscale 2025 (inizia a marzo).
I futures sulle azioni statunitensi restano in rosso mentre gli investitori sono concentrati sulla pubblicazione, venerdì, del report mensile sull'occupazione per cercare indizi sul percorso di inasprimento della Federal Reserve. Giovedì hanno registrato forti cali Bank of America (-6,2%), JP Morgan (-5,4%) e Wells Fargo (-6,2%).
Nel frattempo, il rapporto sull'occupazione di febbraio dovrebbe mostrare che le assunzioni sono rallentate rispetto al grande balzo di gennaio, ma un'altra lettura forte potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui listini azionari. (riproduzione riservata)