Le borse asiatiche chiudono la settimana in rialzo, sostenute dall’ottimismo per un possibile disgelo nei rapporti tra Stati Uniti e Cina. Alle ore 7:40 italiane Shanghai sale dello 0,7% oltre quota 3.945 punti, ai massimi da dieci anni, mentre Hong Kong guadagna lo 0,6% e il Nikkei l’1,3%.
Il clima positivo sui mercati è arrivato dopo la conferma da parte della Casa Bianca dell’atteso incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto per giovedì prossimo a margine del vertice Apec in Corea del Sud. I futures sul Nasdaq avanzano dello 0,3%, segnalando un possibile proseguimento del rally anche a Wall Street.
Secondo fonti americane, Trump intenderebbe sospendere i dazi aggiuntivi sui prodotti cinesi in cambio di concessioni su acquisti di soia, controlli sul fentanyl e esportazioni di terre rare. I negoziatori dei due Paesi si incontreranno nel weekend in Malesia, in preparazione del vertice tra i leader.
Intanto a Pechino si è concluso il Quarto Plenum del Partito Comunista, che ha ribadito la volontà di rafforzare la domanda interna e la manifattura, accelerando al contempo la corsa verso la piena autosufficienza tecnologica.
In una conferenza stampa successiva, il ministro del Commercio Wang Wentao ha sottolineato che Stati Uniti e Cina «possono ancora trovare modi per lavorare insieme», ribadendo che «dialogo e cooperazione restano la sola scelta corretta». Pechino, ha aggiunto, «si oppone alla separazione (decoupling, ndr) e alla rottura delle catene globali del valore», insistendo sulla necessità di mantenere la sicurezza degli approvvigionamenti internazionali.
Wang ha poi auspicato che le due potenze «possano individuare la via giusta per una relazione sana, stabile e sostenibile». Alla stessa conferenza, Han Wenxiu, un alto funzionario dell’Ufficio per gli affari economici del Comitato centrale, ha evidenziato la necessità di «raggiungere importanti traguardi nei nuovi driver tecnologici», promuovendo i consumi e accelerando la costruzione di un nuovo sistema energetico.
«Le relazioni tra grandi potenze influenzano lo scenario internazionale, e i cambiamenti globali incidono profondamente sullo sviluppo interno della Cina», ha concluso Han. (riproduzione riservata)