L'oro tocca nuovi livelli record in Asia (+1,3% a 2.004 dollari l’oncia) e il petrolio Wti americano riprende a salire (+0,8% a 85,67 dollari il barile) mentre salgono le tensioni in Medio Oriente. Venerdì 12 aprile il Nikkei sale dello 0,4%, Hong Kong cede invece l’1,6% e Shanghai si muove sopra la parità alle ore 7:30 italiane mentre il T bond Usa decennale rende il 4,56% in leggero calo e i futures sul Nasdaq sono poco sopra la parità, in attesa delle prime trimestrali Usa. Sullo sfondo, un mercato che riflette se nel 2024 la Fed taglierà veramente i tassi.
Ribolle il Medio Oriente, l’Iran potrebbe essere vicino a lanciare un attacco missilistico o con droni su obiettivi israeliani in risposta al bombardamento in Siria la scorsa settimana. «C’è molta incertezza che i mercati devono affrontare», spiega Vishnu Varathan, capo economista per l’Asia di Mizuho Bank. «Un’inflazione resistente oltre le attese e tassi globali elevati preoccupano gli investitori. A questo si aggiungano i problemi geopolitici che stanno facendo salire il petrolio con il pericolo di uno shock energetico in arrivo», aggiunge l’esperto.
Le azioni di Hong Kong sono scese dell’1,6% venerdì, in calo per il secondo giorno, allontanandosi dai massimi dell’ultimo mese raggiunto all'inizio della settimana, con perdite in tutti i settori. I trader non amano un dollaro forte, la valuta di riferimento di Hong Kong e tassi costantemente alti, perché mettono sotto pressione il debito delle società.
I dati macro della Cina, poi, sono in chiaroscuro. Le esportazioni e le importazioni sono cresciute più del previsto nei primi due mesi dell’anno, ma sono aumentate le preoccupazioni che la situazione commerciale possa complicarsi a causa delle tensioni geopolitiche a livello globale. A questo si aggiungano i dati deboli relativi all’indice dei prezzi al consumo di marzo e ai prezzi di produzione che hanno messo in evidenza una ripresa fragile, alle prese col rischio di deflazione. Tuttavia, l’Hang Seng risulta positivo dello 0,7% circa questa settimana dopo che Pechino si è impegnata a offrire finanziamenti e incentivi fiscali alle aziende che intendono aggiornare il parco macchinari.
L’oro tocca un nuovo record, venerdì, segnando un guadagno nel 2024 del 15%, il miglior inizio d’anno dal 2017, secondo i dati Refinitiv. Il metallo giallo ha sfondato i 2.400 dollari l’oncia (2.402) in Asia dopo aver registrato 20 chiusure in rialzo a Wall Street.
L’oro è cresciuto del 6,3% questo mese, dopo essere salito dell’8,2% nel primo trimestre, che ha segnato il miglior inizio di anno dal 2017. Il rally dell’oro ha registrato una ripresa dalla fine dello scorso anno, in particolare dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas e quando è emerso che l’inflazione nelle economie occidentali si è rivelata complessa da abbattere.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato di essere impegnato ad «approfondire i legami marittimi e di sicurezza» con il Giappone e le Filippine cercando di rassicurare gli alleati, preoccupati per la presenza di una Cina sempre più espansiva nelle acque del Sudest asiatico.
«Gli impegni di difesa degli Stati Uniti nei confronti del Giappone e delle Filippine sono ferrei», ha detto Biden giovedì prima di un incontro con il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. alla Casa Bianca per il primo vertice tra le tre nazioni. Nel frattempo, Kishida ha spiegato in un discorso al Congresso degli Stati Uniti che il mondo ha bisogno che l’America mantenga il suo ruolo chiave sulla scena globale, avvertendo che l’Ucraina rischia di perdere la speranza e gran parte dell’Asia dovrebbe affrontare «una realtà più dura» senza il sostegno americano. (riproduzione riservata)