La Cina chiude la settimana come come l'aveva aperta, con forti vendite sul settore azionario. Alle ore 8:00 italiane l'Hang Seng cede il 3,5% (-8% negli ultimi cinque giorni) mentre Shanghai perde l'1,8% (-3,5% nelle ultime cinque sedute), il Nikkei è in rosso a sua volta per lo 0,8%. L'oro si assesta a a 1.665 dollari per oncia, il petrolio Wti americano cede l'1,35% a 87,85 dollari il barile.
Sul fronte valutario, il cambio dollaro-yuan si assesta a 7,24, lontano dai massimi storici di 7,33 toccati nei giorni scorsi, l'euro sale dello 0,11% a 0,9977, lo yen resta laterale a 146,37, la sterlina cede lo 0,10% a 1,15553. Il T bond Usa decennale rende il 3,94%, mentre i futures su Wall Street sono in netto calo (Nasdaq -1,15%) per ora dopo le trimestrali deludenti dei colossi tech, l'ultima quella di Meta.
Venerdì lo Shanghai Composite ha toccato quota 2.934, i minimi delle ultime 26 settimane, con quasi tutti i settori scambiati in ribasso con gli investitori stranieri che stanno vendendo miliardi di dollari di azioni questa settimana. I mercati si sono preoccupati per la conferma del presidente Xi Jinping al terzo mandato, il Paese ha raddoppiato nel frattempo le restrizioni sul Covid per arrestare l'allargamento dei focolai nonostante le ripercussioni economiche sul Paese. Anche il debole sentiment globale, a causa di risultati contrastanti sugli utili e le incertezze economiche, sta pesando sugli sugli asset cinesi.
Sul fronte geopolitico, i consiglieri di Cina e Stati Uniti stanno lavorando dietro le quinte per organizzare un incontro tra i presidenti Joe Biden e Xi Jinping quando i leader mondiali si riuniranno al vertice del G20 a Bali il mese prossimo. Dopo aver inserito negli organi più potenti del Paese i suoi stretti alleati, i funzionari statunitensi si aspettano che Xi acceleri ora sulla strada delle politiche isolazioniste con un tono più aggressivo nei confronti degli Stati Uniti e di altre nazioni. Xi ha affidato ruoli chiave a due generali mentre cerca di modernizzare l'esercito e mantenere la pressione su Taiwan. Il grande timore ora dell'intelligence americana è che Xi sia intenzionato a invadere l'isola a breve.
La Banca centrale del Giappone ha mantenuto i tassi fermi al -0,1% e i rendimenti obbligazionari a 10 anni intorno allo 0% durante la riunione di ottobre, ma ha alzato le previsioni di inflazione per il 2022 al 2,9% dal 2,3% di luglio, citando un aumento prezzi di energia, cibo e beni durevoli. La banca centrale ha anche annunciato che apporterà modifiche al modo in cui acquista gli Etf a partire dal 1° dicembre.
Secondo le nuove regole, quindi, la BoJ terrà conto del costo di detenzione di ciascun Etf e selezionerà quelli con la commissione più bassa. Nel report dedicato alle prospettive trimestrali, il board della Banca centrale ha ridotto la previsione di crescita del Pil per il 2022 al 2,0% dal 2,4% a causa della diffusione del Covid questa estate e dei rallentamenti nelle economie occidentali.
Per l'esercizio 2023, la BoJ ha leggermente abbassato le prospettive del Pil all'1,9% dal 2,0%. La BoJ ha poi ribadito che adotterà ulteriori misure di allentamento, se necessario, continuando ad acquistare quantità illimitate di obbligazioni decennali per proteggere il limite implicito dello 0,25% ogni giorno di mercato, come sta facendo da aprile. (riproduzione riservata)