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Cina, sale un’inflazione anemica. La guerra dei chip con gli Usa non finisce

10 dicembre 2025, 07:50 Ultimo aggiornamento: 08:08

Pechino inserisce per la prima volta i chip AI cinesi nella lista degli acquisti pubblici, rafforzando il settore tech nazionale e riducendo la dipendenza dalla tecnologia statunitense

I mercati in Asia si muovono attorno alla parità, mercoledì 10 dicembre, sia il Nikkei che l’Hang Seng e Shanghai, complici i dati macro cinesi grigi e le attese sulla decisione della Fed. In serata, infatti, la banca centrale Usa dovrebbe tagliare i tassi. I futures sul Nasdaq sono a loro volta per ora piatti.

L’inflazione in Cina ai massimi da 21 mesi

Il tasso d’inflazione annuale della Cina è salito allo 0,7% a novembre 2025 dallo 0,2% di ottobre, in linea con le aspettative e segnando il livello più alto dal febbraio 2024. I prezzi alimentari sono aumentati per la prima volta dopo dieci mesi, mentre l’inflazione dei beni non alimentari ha continuato a crescere. Al contrario, i prezzi alla produzione sono diminuiti del 2,2% su base annua, un calo più marcato rispetto alle attese (-2,0%), estendendo le pressioni deflazionistiche per il 38º mese consecutivo.

I prezzi alla produzione in Cina scendono più del previsto

I prezzi alla produzione in Cina sono diminuiti del 2,2% su base annua a novembre 2025, accelerando leggermente rispetto alla contrazione del 2,1% di ottobre e segnando il 38º mese consecutivo di calo. Il dato è stato leggermente peggiore delle aspettative di mercato, che prevedevano una diminuzione del 2,0% a causa della competizione sui prezzi e di una domanda interna debole.

I prezzi dei beni di consumo hanno registrato ua flessione più rapida a novembre (-1,5% contro -1,4% in ottobre), trainati da un calo più marcato dei beni durevoli (-3,6% contro -3,2%), mentre alimentari (-1,5% contro -1,6%) e abbigliamento (-0,3% contro -0,3%) hanno continuato a diminuire moderatamente. Al contrario, i costi dei beni di uso quotidiano sono aumentati leggermente (1,1% contro 1,0%). Nel frattempo, i prezzi dei materiali di produzione sono rimasti deboli (-2,4% contro -2,4%), con cali persistenti nel settore minerario (-6,1% contro -7,8%), nelle materie prime (-2,9% contro -2,5%) e nella lavorazione (-1,9% contro -1,9%). Nei primi undici mesi dell’anno, i prezzi alla produzione si sono ridotti del 2,7%. 

Pechino inserisce per la prima volta chip AI cinesi alla lista degli acquisti pubblici

Pechino ha inserito i chip cinesi di intelligenza artificiale nella lista ufficiale degli acquisti pubblici per la prima volta, rafforzando il settore tecnologico nazionale in vista della decisione del presidente Usa, Donald Trump, di consentire le esportazioni dei chip H200 di Nvidia nel Paese.

Il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology ha recentemente aggiunto processori AI prodotti da gruppi cinesi, tra cui Huawei e Cambricon, all’elenco dei fornitori approvati dal governo, secondo fonti dell’FT.  Pechino intende così aumentare l’uso di semiconduttori domestici nel settore pubblico, una decisione che potrebbe valere miliardi di dollari in nuove vendite per i produttori locali.

La decisione è arrivata prima che Trump annunciasse lunedì la revoca dei controlli all’export statunitensi e l’autorizzazione per Nvidia a vendere i suoi chip H200 ai «clienti approvati in Cina». Tuttavia, riferisce l’FT, queste vendite potrebbero essere ostacolate dall’opposizione di alcuni parlamentari a Washington e dalle autorità cinesi.

La nuova lista degli acquisti non è stata ancora resa pubblica, ma diverse agenzie governative e aziende statali hanno già ricevuto il documento di indirizzo. Sebbene in passato fossero già stati sollecitati a sostenere i produttori nazionali, è la prima volta che i gruppi del settore pubblico ricevono istruzioni scritte. La mossa è un segnale della determinazione di Pechino a ridurre la dipendenza dalla tecnologia statunitense e a rafforzare l’industria domestica dei semiconduttori nella corsa all’AI contro gli Stati Uniti.

La Information Technology Innovation List — nota in cinese come Xinchuang — definisce le linee guida per agenzie governative, istituzioni pubbliche e aziende statali che spendono ogni anno miliardi nell’acquisto di prodotti IT. Negli ultimi anni, microprocessori cinesi destinati a sostituire quelli prodotti da Amd e Intel, così come sistemi operativi alternativi a Windows di Microsoft, sono stati aggiunti all’elenco. Fatto che ha portato al graduale abbandono di prodotti tecnologici stranieri nelle istituzioni pubbliche cinesi, come uffici governativi, scuole e ospedali, oltre che nelle aziende statali. (riproduzione riservata)



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