L'Asia apre la settimana a due velocità, alle ore 7:00 italiane il Nikkei sale dello 0,73%, Hong Kong cede l'1,01% sotto il peso del settore immobiliare, con il primo gruppo cinese in odore di crisi, Shanghai guadagna lo 0,64%. Valute poco mosse, a partire da euro (1,1416) e sterlina (1,3674), ma non lo yen che cede lo 0,25% a 114,48, il T bond decennale scambia all'1,792%, mentre i futures su Wall Street sono per ora in rosso (Nasdaq -0,34%, Dow ed S&P 500 -0,15%).
Country Garden, il maggiore gruppo del mattone in Cina, perde quasi il 9% a 5,82 dollari di Hong Kong per 135 miliardi di dollari di capitalizzazione, in rosso anche Evergrande (-1,84%). Country Garden la scorsa settimana non è riuscita a generare una domanda sufficiente da parte degli investitori per emettere una potenziale obbligazione convertibile da 300 milioni di dollari.
Il gruppo del mattone, le cui vendite hanno superato tutte le altre società cinesi negli ultimi cinque anni, sta diventando un fattore di rischio per un possibile contagio. Considerato uno dei costruttori di qualità superiore del Paese, con rating investment grade da parte di due delle principali agenzie internazionali, è stato a lungo considerato relativamente immune alla stretta creditizia che sta colpiendo il settore immobiliare. I segnali che anche le società immobiliari più forti stanno faticando ad aumentare il debito potrebbero rafforzare i timori che la continua incapacità di accedere ai mercati primari accelererà un'ondata di insolvenze che ha portato ai mancati pagamenti a un livello record lo scorso anno, scrive Bloomberg.
L'economia cinese è cresciuta del 4,0% anno su anno nel quarto trimestre del 2021, frenando dal +4,9% nel terzo trimestre e rispetto al consenso del mercato del 3,6%. Questo è stato il ritmo di espansione più lento dal secondo trimestre del 2020, a causa della crisi immobiliare e dei lockdown in alcune città per via dei contagi. Considerando l'intero 2021, l'economia è cresciuta dell'8,1%, superando l'obiettivo del governo "sopra il 6%" e dopo una crescita rivista del 2,2% nel 2020.
La People's Bank of China ha ridotto i costi dei prestiti a medio termine per la prima volta da aprile 2020 nel tentativo di sostenere l'economia dal rallentamento. La banca centrale ha abbassato di 10 punti base il tasso di interesse su 700 miliardi di yuan di prestiti a medio termine a 1 anno concessi alle istituzioni finanziarie al 2,85% dal 2,95% delle operazioni precedenti. Con 500 miliardi di yuan di prestiti in scadenza oggi, l'operazione ha portato a 200 miliardi netti (sono 31,519 miliardi di dollari) di nuove iniezioni di fondi nel sistema. La PBoC ha anche ridotto i costi di finanziamento dei pronti contro termine a 7 giorni dello stesso margine al 2,10% dal 2,20%, quando ha iniettato altri 100 miliardi di yuan nel sistema finanziario di pronti rispetto a 10 miliardi di una settimana fa.
La produzione industriale in Cina è aumentata del 4,3% su base annua a dicembre 2021, accelerando da un +3,8% nel mese precedente e battendo le previsioni di mercato di un +3,6%. È stata la crescita più forte da agosto, aiutata da una ripresa dell'energia. Per l'intero anno, la produzione industriale è salita del 9,6%.
La crescita del commercio al dettaglio è scesa all'1,7% su base annua dal 3,9% del mese precedente, mancando le aspettative del mercato del 3,7%. E' stato il dato più basso da agosto 2020, poiché i consumi si sono indeboliti a causa dei focolai di Covid. Per l'intero anno, le vendite al dettaglio sono aumentate del 12,5%, con le vendite di beni di consumo, escluse le automobili, in aumento del 12,9% e le vendite online del 13,4%. (riproduzione riservata)