Asia in rosso, mercoledì 8 marzo, sotto l’effetto della Fed. Il discorso del governatore della Banca centrale americana, Jerome Powell, al Comitato bancario del Senato, con l’annuncio di aumenti più veloci dei tassi per controllare l’inflazione, preme sui listini. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede lo 0,48%, Hong Kong il 2,6%, Shanghai lo 0,6%.
L’oro lascia sul terreno lo 0,2% a 1.816 dollari per oncia, il petrolio Wti americano, che martedì sera ha perso quasi il 4% dopo le parole di Powell, cede lo 0,13% a 77,48 dollari il barile mentre il dollaro continua a rinforzarsi (euro a 1,0544, yen a 137,73, sterlina a 1,1823). Il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 3,98% di inizio sessione asiatica al 3,995% con i futures sul Nasdaq in calo (-0,16%).
Il governatore della Federal Reserve Jerome Powell ha avvertito che la Banca centrale deve essere pronta a muoversi più velocemente e che i tassi potrebbero raggiungere un picco più alto se i dati lo giustificassero. Sui mercati pesa anche l’obiettivo di crescita deludente per la Cina annunciato durante il Congresso nazionale del popolo nel fine settimana, dove il premier Li Keqiang ha fissato un target sul Pil del 5% per il 2023.
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Il settore tecnologico di Hong Kong è sceso di oltre il 3% dopo che la Cina ha annunciato la creazione di una nuova agenzia per gestire i dati e dare più potere al ministero della scienza e della tecnologia. Anche le azioni dei titoli ciclici di consumo hanno subito forti perdite mercoledì, così come la sanità, il settore immobiliare e quello industriale.
Il presidente Xi Jinping ha svelato il più grande rimpasto dei vertici della burocrazia cinese degli ultimi decenni, scrive Bloomberg, durante la riunione annuale del Congresso, parte di una spinta radicale per rendere l'economia autosufficiente di fronte agli sforzi degli Stati Uniti per impedire a Pechino di ottenere tecnologia avanzata dall’Occidente.
Il piano vuole rafforzare la supervisione del suo sistema finanziario da 60.000 miliardi di dollari, creando una nuova agenzia per la gestione dei dati e ristrutturando il Ministero della Scienza e della Tecnologia. Le mosse sono arrivate quando il nuovo ministro degli Esteri Qin Gang ha avvertito che gli sforzi degli Stati Uniti per «contenere e sopprimere» la Cina rappresentano dei rischi per il futuro dell'umanità.
Mercoledì l'indice sul dollaro (Dollar Index) si è mantenuto sopra 105,5, attestandosi sui livelli più alti degli ultimi tre mesi dopo che il governatore della Federal Reserve Jerome Powell ha illustrato una prospettiva più aggressiva sulla politica monetaria rispetto a quanto previsto dai mercati.
Powell ha avvertito che il livello finale dei tassi di interesse potrebbe essere più alto di quanto previsto in precedenza alla luce di dati economici più forti del previsto. Ha anche affermato che la Banca centrale è pronta ad aumentare il ritmo degli aumenti dei tassi se i dati lo giustificassero.
I mercati ora prezzano la probabilità del 70% di un aumento dei tassi di 50 punti base a marzo, secondo il FedWatch di Cme, rispetto alla probabilità del 30% di un giorno fa. Il dollaro ha scalato i massimi da diversi mesi mesi contro tutte le principali valute, soprattutto contro il dollaro australiano.
Il deficit del Giappone è salito a 1.976,6 miliardi di yen a gennaio 2023 da un surplus di 33,4 miliardi di yen registrato a dicembre, ben oltre le aspettative del mercato per un deficit di 818,4 miliardi di yen.
E’ il più grande disavanzo storico del Giappone causato da costi dell'energia ostinatamente elevati che hanno pesato sull'economia del Paese. Quest’ultimo dipende fortemente dall'importazione di combustibili e materie prime.
Le importazioni sono cresciute a livello annuale del 22,3% a 10.005 miliardi di yen a dicembre, superando di gran lunga un aumento del 3,4% delle esportazioni a 6.823 miliardi di yen. (riproduzione riservata)