La Cina si muove positiva, lunedì 11 agosto (il Nikkei è chiuso per festività), alle ore 7:30 italiane l’Hang Seng sale dell 0,3%, Shanghai dello 0,56%, mentre il petrolio Wti americano cede lo 0,7% a 62,43 dollari il barile. Gli investitori attendono l’annuncio sulla possibile estensione della tregua sui dazi tra Stati Uniti e Cina in vista della scadenza del 12 agosto.
Secondo indiscrezioni, Pechino vorrebbe che Washington allentasse i controlli sulle esportazioni di chip per l’intelligenza artificiale all’interno del più ampio accordo commerciale, in vista di un possibile vertice tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping.
Sul fronte macroeconomico, i dati diffusi nel weekend hanno mostrato che i prezzi al consumo in Cina sono rimasti invariati a luglio rispetto al mese precedente, meglio delle attese di un calo dello 0,1%. Tuttavia, la deflazione dei prezzi alla produzione è proseguita per il 34° mese consecutivo. A guidare il rialzo sono stati i titoli tecnologici, con forti guadagni per Anhui Greatwall (+7,8%), Eoptolink Technology (+4,8%) e Luxshare Precision (+3,9%).
I futures sul Wti sono scesi a 63,4 dollari al barile lunedì, portandosi ai minimi da due mesi grazie alle prospettive di un accordo di pace tra Russia e Ucraina che potrebbe alleviare le tensioni sull’offerta globale. Venerdì scorso, il presidente Donald Trump ha annunciato un incontro con il presidente russo Vladimir Putin il 15 agosto in Alaska per discutere come porre fine al conflitto.
Un’intesa potrebbe portare alla revoca delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo, aumentando l’offerta sul mercato. Le trattative seguono le pressioni statunitensi su Mosca per accettare un cessate il fuoco, pena l’imposizione di sanzioni secondarie ai Paesi che acquistano greggio dalla Russia. A pesare ulteriormente sui prezzi, anche l’entrata in vigore la scorsa settimana dei dazi più alti sulle importazioni da diversi partner commerciali, con crescenti timori per l’attività economica globale e la domanda di energia.
Le criptovalute sono salite lunedì, con l’Ether in particolar modo che ha raggiunto 4.335,17 dollari, il livello più alto dalla fine del 2021. Ether, la seconda criptovaluta al mondo per capitalizzazione, è in guadagno di quasi il 29% da inizio anno.
Thomas Lee, responsabile della ricerca di Fundstrat, ha detto alla Cnbc che l’Ether è la scelta preferita di Wall Street perché «non ha mai avuto interruzioni di servizio dalla nascita… ed è la blockchain più conforme dal punto di vista legale e la più sicura». Il Bitcoin è salito intanto del 2,8% a 121.733 dollari, portandosi ai massimi dal 14 luglio. (riproduzione riservata)