L'Hang Seng apre la settimana, lunedì 19 settembre, portandosi ai minimi degli ultimi sei mesi (-1% alle ore 7:05 italiane), mentre Shanghai perde lo 0,4% (venerdì era scesa del 2,3%) e il Nikkei è chiuso per festività. L'oro cede lo 0,36% a 1.677 dollari per oncia, mentre il petrolio Wti americano sale dello 0,34% a 85,4 dollari il barile complice la fine di alcuni lockdown in Cina a partire da oggi.
E' ancora super dollaro, le maggiori valute cedono in media poco più dello 0,2%, l'euro a 0,9992, lo yen a 143,28, la sterlina a 1,1399. Il T bond Usa decennale vede il rendimento in leggero calo al 3,45%, mentre i futures su Wall Street sono in rosso, soprattutto il Nasdaq (-0,4%).
Oggi i trader sono cauti in vista di un incombente aumento dei tassi di interesse da parte della Fed questa settimana (0,75% le attese di rialzo, con un 40% circa di possibilità che sia dell'1%). Nel frattempo, la preoccupazione per le tensioni tra Pechino e Washington è riemersa dopo che il presidente Usa, Joe Biden, ha dichiarato domenica in un'intervista (registrata) che le forze statunitensi difenderanno Taiwan in caso di invasione della Cina.
L'Hang Seng è sotto stress lunedì nonostante l'immissione di 12 miliardi di yen (1,71 miliardi di euro) di liquidità nel sistema da parte della Banca centrale cinese. A pesare sui mercati, l'aggravarsi della crisi immobiliare e il rallentamento delle esportazioni nonostante l'impegno di Pechino ad accelerare i progetti e aumentare i consumi.
La People Bank of China ha abbassato il costo del prestito dei pronti contro termine a 14 giorni dal 2,25% al 2,15% lunedì per rilanciare il credito e sostenere l'economia. La banca centrale ha ripreso le operazioni di repo a 14 giorni per la prima volta dalla fine di gennaio, iniettando 10 miliardi di yuan tramite pronti contro termine a 14 giorni.
Allo stesso tempo, La PBoC ha anche iniettato 2 miliardi di yuan tramite pronti contro termine a sette giorni e ha mantenuto il tasso invariato al 2%. Senza reverse repo in scadenza lunedì, la Banca centrale ha iniettato 12 miliardi di yuan netti tramite gli strumenti di liquidità a breve termine. E ha spiegato che la mossa mira a mantenere una liquidità ragionevole e sufficiente del sistema bancario alla fine del trimestre.
Gli investimenti diretti esteri in Cina sono aumentati del 16,4% su base annua a 892,74 miliardi di yuan (138,41 miliardi di dollari) nei primi otto mesi dell'anno, secondo i dati del ministero del Commercio cinese. In termini di dollari, gli investimenti sono saliti del 20,2%. Gli investimenti esteri nel settore dei servizi sono aumentati dell'8,7%, mentre l'afflusso nelle industrie high-tech è balzato del 33,6%. Tra le principali fonti, sono aumentati soprattutto quelli provenienti da Corea del Sud (58,9%), Germania (30,3%), Giappone (26,8%) e Regno Unito (17,2%).
I tentativi della Cina di debellare il Covid-19 stanno prosciugando le casse del governo locale, rappresentando una nuova minaccia per l'economia, scrive Bloomberg. Agevolazioni fiscali per le imprese, blocchi sempre più frequenti e test di massa stanno mettendo sotto pressione le finanze in vista del 20° congresso del Partito Comunista a metà ottobre.
La megalopoli cinese di Chengdu esce lunedì dal lockdown stretto con 21 milioni di abitanti autorizzati a lasciare le proprie case per la prima volta dal 1 settembre, ma dovranno essere testati almeno una volta alla settimana per il virus. Nel frattempo, un report uscito nel weekend ha suggerito che Hong Kong potrebbe annunciare questa settimana la fine della quarantena (sempre a causa del Covid) in hotel. (riproduzione riservata)