L'Asia apre la settimana in rosso, con gli investitori che si preparano alla riunione di mercoledì della Fed in cui la banca centrale americana dovrebbe annunciare l'aumento dei tassi a marzo, oltre alla riduzione del gigantesco bilancio e i timori degli effetti innescati dalla variante Omicron. Neppure l'intervento della PboC sostiene la Cina. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei è sopra la parità, l'Hang Seng perde lo 0,92%, Shanghai lo 0,10%. L'oro sale dello 0,4% a 1.839 dollari per oncia, il petrolio Wti americano guadagna lo 0,6% a 85,66 dollari il barile. Si rinforza il dollaro sulle maggiori valute e l'euro passa di mano a 1,1319, lo yen a 113,83, la sterlina a 1,3543. Il T bond decennale viaggia laterale all'1,77%, mentre i futures su Wall Street sono tutti ben intonati (S&P 500 +0,7%, Nasdaq +0,8%). Intanto il Bitcoin si è quasi dimezzato dai massimi tocccati a luglio 2021, si muove a 35.300 dollari contro i 64.317 di allora.
Alla cautela dei mercati asiatici si sono aggiunte le preoccupazioni per un possibile attacco russo all'Ucraina, con il Dipartimento di Stato Usa che ha ritirato i familiari del personale dell'ambasciata da Kiev. Il New York Times ha riferito che il presidente Joe Biden sta considerando di inviare migliaia di truppe statunitensi agli alleati della Nato in Europa insieme a navi da guerra e aerei.
L'Hang Seng ha perso oggi oltre lo 0,9%, a causa dei crescenti timori per l'epidemia di Covid in atto nella città di Pechino. Tuttavia, Shanghai ha recuperato durante la sessione dopo che la PBoC ha ridotto oggi il tasso di pronti contro termine a 14 giorni di 10 punti base al 2,25% dopo aver tagliato la settimana scorsa una serie di tassi a breve e medio termine. La mossa, che mira a mantenere la liquidità stabile in vista del capodanno lunare (parte a fine mese), serve anche a frenare il rallentamento dell'economia dovuto alla crisi del settore immobiliare e ai focolai di Covid nel Paese.
Secondo i dati flash, l'indice Pmi servizi giapponese Au Jibun Bank è sceso a 46,6 a gennaio da quota 52,5 del mese precedente. L'ultima lettura ha segnato la prima contrazione dell'attività in quattro mesi e il ritmo più veloce da agosto 2021, tra i crescenti timori su Omicron dal momento che le nuove infezioni sono aumentate a livelli record e la reintroduzione di restrizioni in alcune parti del paese. La fiducia è scesa al punto minimo dell'ultimo anno.
L'indice Pmi manifatturiero Au Jibun Bank Japan è salito a 54,6 a gennaio da 54,3 del mese prima. Questo è stato il dodicesimo mese consecutivo di crescita dell'attività industriale e la crescita più forte da gennaio 2018 grazie all'aumento delle vaccinazioni e nonostante la pressione di una persistente carenza di chip. Sul fronte dell'inflazione, i prezzi di produzione hanno continuato ad aumentare al livello più alto da luglio 2008. Infine, la fiducia delle imprese si è indebolita ai minimi degli ultimi 5 mesi, tra le preoccupazioni per l'impatto della pandemia. (riproduzione riservata)