L’Asia conclude la settimana stabile, mentre JP Morgan promuove le azioni cinesi. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,17%, Hong Kong cede lo 0,3%, Shanghai guadagna lo 0,35%, mentre i futures sul Nasdaq sono positivi dello 0,2% dopo il Thanksgiving Day (oggi Wall Street chiude alle 19).
JP Morgan ha alzato la raccomandazione sulle azioni cinesi a overweight, citando un potenziale di rialzo che, nel 2026, dovrebbe superare i rischi al ribasso. La banca d’affari Usa ha evidenziato vari fattori favorevoli, tra cui la diffusione dell’intelligenza artificiale, le misure a sostegno dei consumi e le riforme della governance.
Tra i titoli più forti, venerdì, si sono distinti BlueFocus Intelligent (+2,8%), Shenzhen Everwin (+10%), Sungrow Power (+1,2%), Do-Fluoride New Materials (+3,2%) e Shannon Semiconductor (+2%). Al contrario, China Vanke ha perso un altro 3% dopo aver annunciato per la prima volta l’intenzione di rinviare il rimborso di un bond in yuan.
Nonostante i guadagni registrato in settimana, gli indici di Shanghai e Shenzhen restano in calo a novembre, rispettivamente del 2% e del 3,4%, complice la forte ondata di vendite sui titoli tech sotto pressione in realrà per le elevate valutazioni dell’AI Usa.
La produzione industriale giapponese è aumentata dell’1,4% su base mensile a ottobre 2025, superando le attese di un calo dello 0,6%, anche se in rallentamento rispetto al +2,6% di settembre, secondo quanto riportano i dati preliminari. Si tratta del secondo aumento consecutivo, sostenuto da una produzione stabile nei settori fondamentali. Nel frattempo, le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1,7% su base annua, il ritmo più elevato da giugno, grazie alla domanda di fine anno che ha attenuato l’impatto dei costi ancora elevati.
I funzionari della Bce concordano sul fatto che mantenere invariati i tassi d’interesse rimanga l’approccio più appropriato in un contesto di forte incertezza, con alcuni membri che ritengono che non sia necessario alcun ulteriore allentamento, secondo quanto emerge dai verbali della riunione del 29-30 ottobre.
Il Consiglio direttivo ha giudicato la politica monetaria «in una buona posizione». sostenuta dalla resilienza dell’economia e da un’inflazione vicina all’obiettivo. Tuttavia, il board ha sottolineato che i rischi inflattivi restano bilanciati e che il tasso sui depositi al 2% dovrebbe essere considerato «sufficientemente robusto» per gestire eventuali shock.
Poiché le prospettive economiche e inflazionistiche sono sostanzialmente in linea con le proiezioni di settembre, diversi membri hanno suggerito che il ciclo di tagli potrebbe essere già arrivato al capolinea, a condizione che le attuali condizioni favorevoli si mantengano. Altri, però, hanno invitato a mantenere un approccio completamente aperto riguardo alle mosse future. (riproduzione riservata)