L’Asia chiude la settimana, venerdì 5 dicembre, con il Nikkei che frena la corsa (-1%), mentre alle ore 7:50 italiane l’Hang Seng sale dello 0,3% e Shanghai dello 0,66%. I futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,35%. Il prezzo dell’oro intanto sale dello 0,3% a 4.256 dollari l’oncia, mentre gli investitori attendono i dati macro dagli Stati Uniti in vista della riunione della Fed della prossima settimana. L’attenzione è rivolta al rapporto Pce di settembre, rinviato e in uscita oggi, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, che potrebbe chiarire tempi e intensità del prossimo allentamento monetario. Nel frattempo, l’Adp ha segnalato un calo inaspettato di 32 mila posti di lavoro nel settore privato, e il report Challenger ha registrato 71 mila licenziamenti a novembre, portando il totale da inizio anno a circa 1,17 milioni, segnale di un mercato del lavoro in raffreddamento.
Questi sviluppi hanno rafforzato le attese di un taglio dei tassi da parte della Fed la prossima settimana, con i mercati che ne prezzano una probabilità di circa l’87%. Le indiscrezioni secondo cui il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett potrebbe succedere a Powell a maggio hanno alimentato ulteriormente l’ipotesi di un orientamento molto più espansivo.
La Reserve Bank of India ha tagliato all’unanimità il tasso repo di 25 punti base, portandolo al 5,25% nella riunione di dicembre, in linea con le attese. Il totale dei tagli effettuati da febbraio sale così a 125 punti base, riportando i tassi ai minimi da luglio 2022, grazie a una crescente fiducia in un quadro d’inflazione più moderato. La Rbi ha inoltre annunciato operazioni di mercato aperto per 1.000 miliardi di rupie per sostenere la liquidità.
Le azioni di Moore Threads, produttore di Gpu con sede a Pechino, spesso definito «la Nvidia cinese», sono balzate di oltre il 400% nel debutto a Shanghai dopo la quotazione da 1,1 miliardi di dollari. Il titolo scambia venerdì a 584,98 yuan, oltre cinque volte il prezzo di quotazione fissato a 114,28 yuan.
L’ipo è stata coordinata da Citic Securities, in qualità di capofila, mentre Boc International Securities, China Merchants Securities e GF Securities hanno agito come joint bookrunner. L’azienda, non ancora in attivo, ha dichiarato nel prospetto che i proventi serviranno ad accelerare diversi progetti di ricerca e sviluppo, tra cui chip Gpu di nuova generazione per l’addestramento e l’inferenza dell’AI (quest’ultima è la fase in cui un modello di intelligenza artificiale già addestrato viene utilizzato per generare risposte, usa meno Gpu dell’addestramento). Una parte dei fondi sarà destinata anche al capitale circolante.
Il successo dell’ipo arriva nonostante le sanzioni statunitensi del 2023, che hanno limitato l’accesso dell’azienda alle tecnologie di produzione più avanzate.
Moore Threads rappresenta una crescente ondata di società cinesi che sviluppano processori per l’intelligenza artificiale, mentre Pechino punta a ridurre la dipendenza da Nvidia. Tra gli altri operatori del settore figurano colossi come Huawei e specialisti come Cambricon, le cui azioni a Shanghai sono cresciute di oltre il 100% da inizio anno.
Gli Stati Uniti hanno mantenuto diversi livelli di restrizioni all’export verso Nvidia per anni, impedendole di vendere i suoi chip AI più avanzati in Cina. Più recentemente, anche Pechino ha bloccato le importazioni di chip Nvidia per spingere le alternative domestiche come Moore Threads. Nuovi player come Enflame Technology e Biren Technology stanno entrando nel mercato con l’obiettivo di intercettare una quota della domanda di Gpu non più servita da Nvidia. Nel frattempo, le autorità cinesi stanno accelerando l’approvazione di ipo nel settore dei semiconduttori, per rafforzare l’indipendenza interna nell’AI. (riproduzione riservata)