Il Nikkei tocca nuovi massimi storici, lunedì 27 aprile, nella speranza che la proposta di accordo avanzata dall’Iran apra uno spiraglio in Medio Oriente. Alle ore 7:30 italiane, l’indice giapponese balza dell’1,6%, mentre la Cina viaggia debole: Hong Kong -0,14%, Shanghai +0,14%. I futures sul Nasdaq salgono intanto dello 0,14%. Sale però ancora il petrolio di circa il 2% portando il Wti a 95,6 dollari e il Brent a 107 dollari.
Gli utili del settore industriale cinese sono aumentati del 15,5% su base annua nel primo trimestre del 2026, segnando il miglior avvio d’anno dal 2018, escludendo il rimbalzo legato alla pandemia nel 2021.
Yu Weining, a capo del National Bureau of Statistics (NBS), ha evidenziato il forte aumento degli utili nei settori della produzione di macchinari e della tecnologia, che nel primo trimestre hanno registrato rispettivamente una crescita del 21% e del 47,4%.
Il boom dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori ha trainato una crescita particolarmente marcata degli utili in diversi sotto-settori nei primi tre mesi dell’anno. I profitti dei produttori di fibra ottica sono balzati del 336,8% su base annua, mentre le aziende attive nell’optoelettronica e nei dispositivi per display hanno registrato aumenti rispettivamente del 43% e del 36,3%. La crescita robusta è proseguita nonostante il conflitto in Medio Oriente abbia sconvolto i mercati globali del petrolio e spinto al rialzo i costi delle materie prime.
L’oro è tornato sopra i 4.700 dollari l’oncia lunedì (4.733), recuperando le perdite registrate in precedenza nella seduta, dopo la notizia secondo cui l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta agli Stati Uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al conflitto.
La proposta, secondo indiscrezioni trasmessa tramite mediatori pakistani, prevederebbe l’estensione del cessate il fuoco per favorire progressi verso una pace duratura, rinviando però i negoziati sul nucleare fino alla revoca del blocco statunitense dello stretto.
In precedenza, l’oro era sceso dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva annullato un viaggio diplomatico per riprendere i colloqui con Teheran a Islamabad, mentre l’Iran ha ribadito di non voler negoziare sotto minacce o condizioni di blocco. Nonostante il rimbalzo, il metallo prezioso resta sotto pressione nel complesso, poiché i rischi inflazionistici legati al conflitto in Medio Oriente rafforzano le aspettative che le banche centrali possano mantenere i tassi elevati più a lungo o addirittura irrigidire ulteriormente la politica monetaria.
L’indice Nikkei 225 è salito dell’1,6% superando quota 60.500 lunedì, aggiornando i massimi storici, mentre gli investitori hanno in gran parte ignorato le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran che avevano spinto al rialzo i prezzi del petrolio.
Il sentiment di mercato è rimasto positivo nonostante il contesto geopolitico, con l’attenzione rivolta anche alla riunione di politica monetaria della Bank of Japan prevista questa settimana, dove i tassi dovrebbero restare invariati mentre il board della BoJ valuta l’impatto economico del conflitto in Medio Oriente.
A trainare il rialzo sono stati i titoli tecnologici, con forti guadagni per Kioxia Holdings (+3,5%), SoftBank Group (+1,4%), Advantest (+2,4%), Fujikura (+4,3%) e Disco Corp (+4,3%).
Sul fronte societario, Fanuc è balzata di oltre il 15% dopo aver riportato risultati solidi grazie alla forte domanda nei settori dell’automazione industriale e della robotica, in particolare in Cina e nelle Americhe. Al contrario, Nomura Holdings ha perso oltre il 5% dopo aver mancato le stime sugli utili del quarto trimestre a causa di svalutazioni e perdite in Europa. (riproduzione riservata)