Asia in netto rosso, venerdì 14 novembre, all’indomani del selloff a Wall Street. Le azioni di Hong Kong scendono dell’1,45% alle ore 7:30 italiane (Nikkei -1,9%, Shanghai -0,35%), interrompendo una serie positiva di cinque sedute e ripiegando dai massimi dell’ultimo mese.
Il sentiment si è indebolito dopo le vendite di Wall Street, mentre i funzionari della Fed hanno segnalato prudenza su futuri tagli dei tassi. Nel frattempo, nuovi dati macro in arrivo dalla Cina hanno aggiunto ulteriore pressione, con la produzione industriale e le vendite al dettaglio di ottobre cresciute al ritmo più lento degli ultimi 14 mesi. Anche i nuovi prestiti in yuan sono risultati inferiori alle attese, mentre gli investimenti fissi (costruzioni, macchinari… ) sono scesi più del previsto nei primi dieci mesi dell’anno.
Tutti i settori sono arretrati, con i titoli tech e consumer in calo di oltre l’1%. Tra i ribassi più rilevanti figurano XPeng (-3,6%), Lenovo Group (-2,8%) e Techtronic Industries (-2,0%). Nonostante la flessione, il mercato rimane positivo per la seconda settimana consecutiva, con un progresso di circa il 2%, sostenuto dalle nuove promesse della banca centrale cinese di mantenere una politica monetaria accomodante per sostenere l’economia in difficoltà.
La produzione industriale della Cina è cresciuta del 4,9% su base annua a ottobre 2025, in rallentamento rispetto al 6,5% di settembre e segnando l’aumento più debole da agosto 2024 a causa del rallentamento della manifattura e dell’attività mineraria legato alle festività. Le vendite al dettaglio sono aumentate del 2,9%, il ritmo più lento in 14 mesi, pur restando leggermente sopra le stime.
I prezzi delle nuove abitazioni in 70 città cinesi sono scesi del 2,2% su base annua a ottobre 2025, confermando il ritmo di settembre e registrando comunque il calo più contenuto da marzo 2024. Il dato riflette le misure di sostegno di Pechino per attenuare l’impatto della prolungata debolezza del mercato immobiliare. Ottobre segna anche il 28° mese consecutivo di flessione dei prezzi.
Il won sudcoreano si è rafforzato oltre quota 1.460 per dollaro venerdì, recuperando dai minimi degli ultimi mesi mentre il governo è intervenuto per rassicurare i mercati e contenere la volatilità valutaria. Il sentiment degli investitori è migliorato dopo la convocazione d’emergenza di una riunione dei vertici economici che hanno segnalato la disponibilità a utilizzare un ampio ventaglio di strumenti e a collaborare con grandi operatori di mercato, come il Fondo pensione nazionale e i principali gruppi esportatori per correggere gli squilibri strutturali nella domanda e offerta di dollari. Questa comunicazione coordinata, la più esplicita dall’ultimo intervento verbale di ottobre, ha ridotto i timori di ulteriori deprezzamenti e spinto gli operatori a ridurre le posizioni in dollari, permettendo al won di recuperare parte delle perdite recenti.
I mercati azionari europei si avviano a un’apertura in ribasso venerdì, ampliando la correzione dai massimi storici mentre il sentiment globale si indebolisce per le minori aspettative di un taglio dei tassi della Fed a dicembre in seguito alle dichiarazioni più da falco del board della Fed. Gli investitori rimangono inoltre cauti per le valutazioni elevate dell’AI e del comparto tecnologico in generale, che hanno innescato una rotazione verso settori con multipli più contenuti (i titoli Value) prima di estendere il selloff a tutti i settori.
In Europa, gli operatori attendono i dati su Pil, occupazione e bilancia commerciale dell’Eurozona, oltre all’inflazione francese di ottobre. Sul fronte societario, sono attesi i conti di Allianz, Siemens Energy, Swiss Re e Rolls Royce Holdings, tra gli altri. Nelle contrattazioni premarket, i futures su EuroStoxx 50 e Stoxx600 arretrano rispettivamente dello 0,3% e dello 0,4%. (riproduzione riservata)