L’Asia viaggia in rosso, mercoledì 12 giugno, alle ore 7:30 italiane il Nikkei perde lo 0,6%, Hong Kong l’1,4%, Shanghai è sulla parità, mentre domina la cautela prima della pubblicazione del report sull'inflazione negli Stati Uniti e del meeting della Fed sui tassi in attesa nelle prossime ore. Il T bond Usa decennale scambia laterale al 4,4%, mentre i futures sul Nasdaq sono sopra la parità.
Sullo sfondo, le tensioni commerciali fra Usa e Cina sui chip di AI da un lato e quelle fra Ue e Cina sulle auto elettriche vendute in Europa a prezzi anti concorrenziali.
I prezzi alla produzione in Giappone sono aumentati del 2,4% su base annua a maggio 2024, battendo le attese del mercato per un aumento del 2%. In Cina, a maggio i prezzi al consumo sono saliti meno del previsto, mentre i prezzi alla produzione sono rimasti in area deflazionistica.
Il tasso di inflazione annuale in Cina è dello 0,3% a maggio 2024, rimanendo stabile per il secondo mese consecutivo pur risultando inferiore alle previsioni di dello 0,4%. È stato il quarto mese di inflazione dei valori al consumo, mentre i prezzi dei prodotti non alimentari hanno continuato a salire, per contro il costo dei prodotti alimentari è sceso per l'undicesimo mese. Nel frattempo, i prezzi alla produzione sono scesi dell’1,4%, il calo più debole da 15 mesi.
L’amministrazione Biden sta valutando ulteriori restrizioni per impedire alla Cina l’accesso alla tecnologia dei chip utilizzata per l’intelligenza artificiale, prendendo di mira il nuovo hardware che sta emergendo nel mercato, scrive Bloomberg. Gli Stati Uniti hanno già imposto diversi limiti alla vendita di semiconduttori avanzati e strumenti per la produzione di chip nel paese asiatico. Il segretario al Commercio Gina Raimondo ha ripetutamente affermato che gli Stati Uniti aggiungeranno tutte le misure necessarie per impedire a Pechino di arrivare alla tecnologia IA più avanzata, evitando di regalare un vantaggio all’esercito cinese.
Le misure in discussione limiterebbero la capacità di Pechino di utilizzare un chip all’avanguardia chiamato gate all-around, o GAA, che promette di rendere i semiconduttori più potenti ed è ora in fase di lancio. L’obiettivo degli Stati Uniti è rendere più difficile per la Cina l’assemblaggio dei sofisticati sistemi informatici necessari per costruire e gestire modelli di intelligenza artificiale. Gruppi come Nvidia, Intel e AMD, insieme ai partner di produzione TSMC e Samsung stanno avviando a produzione di semiconduttori con design GAA entro il 2025.
Bruxelles sta portando avanti il progetto di imporre dazi sui veicoli elettrici in arrivo dalla Cina che dovrebbero fruttare oltre 2 miliardi di euro all’anno, ignorando gli avvertimenti del governo tedesco secondo cui la mossa rischia di avviare una costosa guerra commerciale con Pechino.
Mercoledì la Commissione europea informerà le case automobilistiche che applicherà provvisoriamente nuovi dazi fino al 25% sui veicoli elettrici cinesi a partire da luglio, scrive l’FT, Bruxelles sostiene che i produttori cinesi beneficiano di sussidi statali che fanno concorrenza sleale ai produttori Ue di auto.
I dazi, sostenuti da Francia e Spagna, faranno aumentare ogni anno nelle attese di miliardi di euro per il bilancio Ue man mano che le vendite di veicoli elettrici cinesi crescono in Europa. Secondo gli analisti di Rhodium Group, la Cina, il principale partner commerciale dell’Unione europa, ha esportato 10 miliardi di euro di auto elettriche nell’Ue nel 2023, raddoppiando la sua quota di mercato lo scorso anno all’8%.
Pechino ha avvertito che potrebbe reagire nel tentativo di persuadere i governi Ue ad opporsi alla decisione di nuovi dazi che si aggiungerebbero a quelli esistenti del 10%. Pechino sta già applicando un’imposta del 15% sui veicoli elettrici europei.
Germania, Svezia e Ungheria hanno detto di non approvare la decisione, temendo ritorsioni cinesi. Funzionari dell’Ue ritengono che Berlino abbia fatto pressioni su Ursula von der Leyen, che sta cercando un secondo mandato come presidente della Commissione, perché abbandoni l’indagine anti-sovvenzioni.
I nuovi dazi colpiranno i produttori cinesi tra cui BYD e SAIC, ma anche gruppi come Tesla, che ha fabbriche in Cina. I dazi possono variare a seconda del produttore, dipende dal livello di sovvenzione che l'Ue dichiara di aver individuato. Il Kiel Institute, un think tank economico, ritiene che una misura aggiuntiva del 20% sulle auto elettriche cinesi ridurrebbe le importazioni di un quarto. E calcola che con 500.000 veicoli importati nel 2023, corrisponde a circa 125.000 unità per un valore di quasi 4 miliardi di dollari.
«Il calo sarebbe in gran parte compensato da un aumento della produzione all’interno dell’Ue e da un volume inferiore di esportazioni di veicoli elettrici, il che probabilmente significherebbe prezzi notevolmente più alti per i consumatori finali», scrivono i ricercatori.
La Commissione prevede che nel 2025 i veicoli elettrici cinesi avranno una quota di mercato del 15% in Ue. I prezzi applicati sono di solito inferiori del 20% rispetto ai modelli fabbricati nei paesi comunitari. (riproduzione riservata)