La fotografia dell'Asia, oggi, vede il Nikkei salire dello 0,55% alle ore 7:05 italiane, mentre la Cina viaggia in rosso, in linea con la chiusura debole di Wall Street, preoccupata di un'inflazione persistente a causa dei prezzi del petrolio troppo alti. Non aiuta un Pmi cinese ancora fragile. Hong Kong, infatti, sale dello 0,74%, Shanghai è attorno alla parità mentre proprio oggi la più grande città del Paese, da 26 milioni di abitanti, riapre le attività dopo oltre due mesi di lockdown. L'oro cede lo 0,73% a 1.834 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano guadagna lo 0,25% a 114,97, mentre le maggiori valute perdono terreno sul dollaro.
L'euro passa di mano a 1,0714, lo yen a 129,24, la sterlina a 1,2583, nel frattempo il T bond Usa decennale scambia laterale al 2,864% e i futures su Wall Street sono moderatamente positivi (Nasdaq +0,15%, S&P 500 +0,3%).
Cina, Pmi manifatturiero di Caixin ancora in contrazione a maggio 2022
Il Pmi manifatturiero di Caixin China (è un indicatore privato, rispetto a quello del governo monitora per lo più le imprese di medie dimensioni rispetto ai grandi gruppi statali) è aumentato a 49,1 a maggio 2022 (sempre sotto la soglia di 50, sotto cui è contrazione economica) dal minimo degli ultimi 26 mesi registrato ad aprile di 46,0 e battendo le previsioni di mercato di 48,0. Si tratta del terzo mese consecutivo di calo dell'attività in fabbrica, appesantito dalle rigorose misure di controllo sul Covid.
Sia la produzione che i nuovi ordini si sono contratti a causa di ulteriori cali sia degli ordini per l'esportazione che dell'occupazione. Nel frattempo, l'ulteriore aumento degli arretrati di lavoro è ulteriormente salito sotto pressione da parte dei lockdown. Allo stesso tempo le aziende hanno continuato a tagliare gli acquisti ne tentativo di razionalizzare le scorte mentre i tempi di consegna si sono allungati notevolmente a causa dei limiti di spostamento.
Per quanto riguarda i prezzi, l'inflazione dei costi di produzione (input) è diminuita per il secondo mese consecutivo, mentre i prezzi di vendita sono calati per la prima volta in 5 mesi. Infine, il sentiment si è indebolito toccando i minimi degli ultimi cinque mesi tra le preoccupazioni per la lunghezza delle restrizioni e la guerra in Ucraina.
Nonostante il reopening, la Cina sta raddoppiando i test di massa sul Covid
Nonostante la decisione di aprire Shanghai oggi e Pechino domenica 5 giugno, la Cina sta raddoppiando i test di massa con una mossa che sta deludendo le speranze di allontanarsi dalla sua costosa strategia Covid-zero. Decine di migliaia di cabine per test di laboratorio sono state allestite nelle più grandi città del Paese, con l'obiettivo di avere i residenti a soli 15 minuti a piedi da un punto di prelievo e consentire ai funzionari di ordinare i test ogni 48 ore, spiega Bloomberg.
In tal senso la Cina istituirà anche ospedali Covid permanenti, secondo quanto ha detto il governo. La notizia arriva quando il Paese di 1,4 miliardi di persone ha riportato meno di 100 infezioni per la prima volta da marzo.
Australia, il Pil cresce oltre le attese
L'economia australiana è aumentata dello 0,8% su base trimestrale nei primi tre mesi del 2022, superando le previsioni di mercato dello 0,5% e dopo un incremento del 3,6% rivisto al rialzo nel quarto trimestre. Questo è stato il secondo trimestre consecutivo di espansione dopo una contrazione nel terzo trimestre del 2021, quando l'attività economica è stata influenzata dall'epidemia della variante Delta. La crescita è stata trainata principalmente dai consumi delle famiglie e dalla spesa pubblica, con i consumi finali totali che hanno aggiunto 1,4 punti percentuali al Pil. (riproduzione riservata)