Le vendite a Wall Street influiscono sui mercati asiatici, martedì 16 dicembre. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede l’1,3%, Hong Kong il 2%, Shanghai l’1%, mentre il petrolio Wti americano lascia sul terreno lo 0,8% a 36,4 dollari il barile. Intanto il bitcoin si assesta poco sotto a 86.400 dollari, mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in deciso calo (-0,9%) con i mercati in piena rotazione di portafoglio, vendono tech e AI e comprano più industria tradizionale.
In Cina, poi, a pesare sui listini sono i timori sull’assenza di un forte supporto economico nei prossimi mesi e dati macro grigi. Fra questi, il rallentamento delle vendite al dettaglio e la produzione industriale inferiori alle attese, oltre a cali degli investimenti fissi e dei prezzi delle nuove abitazioni.
L’incertezza globale sulla sostenibilità dei multipli legati all’intelligenza artificiale penalizza i titoli tecnologici cinesi (che viaggiano con un p/e più basso di quelli di Wall Steet): Eoptolink Technology (-2,2%), Zhongji Innolight (-1%) e Cambricon Technologies (-2,6%).
In controtendenza, Changan Auto (+3,1%) e Baic Motor (+6,9%) balzano dopo che le autorità di regolamentazione hanno approvato, per la prima volta, due loro berline elettriche dotate di capacità di guida autonoma di livello 3.
L’indice di fiducia dei consumatori elaborata dal Westpac–Melbourne Institute in Australia è crollato del 9,0% su base mensile a 94,5 nel dicembre 2025, tornando sotto la soglia dei 100 dopo essere brevemente risalito in area ottimistica a novembre per la prima volta da febbraio 2022. Il calo segue un forte aumento del 12,8% registrato il mese precedente, con il peggioramento del sentiment economico e la pressione sulle finanze delle famiglie che hanno pesato sull’indice.
L’indice Hcbc India Manufacturing Pmi è sceso a 55,7 a dicembre 2025 da 56,6 di novembre, segnando il miglioramento più debole delle condizioni manifatturiere da dicembre 2023, secondo le stime preliminari.
Il dato indica che i dazi statunitensi del 50% continuano a gravare sui settori ad alta intensità di lavoro. La produzione industriale è cresciuta in modo sostenuto, ma al ritmo più lento degli ultimi dieci mesi, insieme a un rallentamento dei nuovi ordini.
La domanda estera è invece migliorata, con i nuovi ordini per l’export saliti ai massimi da settembre. L’occupazione è aumentata solo marginalmente, segnalando livelli di personale adeguati a fronte di carichi di lavoro in attenuazione.
L’inflazione dei costi (di input) è rimasta contenuta, mentre l’inflazione dei prezzi di vendita è diminuita per il secondo mese consecutivo, toccando il livello più basso da marzo. Le scorte di acquisti sono cresciute più lentamente e i tempi di consegna dei fornitori si sono ulteriormente accorciati. La fiducia delle imprese è leggermente migliorata rispetto a novembre, pur restando debole rispetto all’inizio dell’anno.
I futures sul greggio Wti sono scesi a 56,3 dollari al barile martedì, il livello più basso dall’inizio del 2021, in un contesto di ottimismo su un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina e di persistenti timori di eccesso di offerta.
Gli Stati Uniti hanno segnalato lunedì che un’intesa tra Mosca e Kiev potrebbe essere più vicina, con Washington disposta a fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina, anche se restano irrisolte le questioni territoriali. Un eventuale accordo potrebbe aprire la strada alla rimozione delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo, aumentando l’offerta globale.
Il mercato si aspetta un surplus di petrolio quest’anno e il prossimo, dopo che i produttori Opec+ hanno ripristinato parte della produzione sospesa, mentre i produttori non appartenenti al cartello del greggio, soprattutto nelle Americhe, continuano ad aumentare l’estrazione.
A rafforzare il sentiment negativo hanno contribuito anche i dati economici deboli dalla Cina, che hanno alimentato i timori di un rallentamento della domanda energetica da parte del maggiore importatore mondiale di greggio. Questi fattori hanno più che compensato le preoccupazioni legate a possibili interruzioni dell’offerta dovute all’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela. (riproduzione riservata)