L’Asia viaggia in rosso, mercoledì 27 marzo, nonostante i buoni dati macro dalla Cina e il summit fra il presidente Xi Jinping e i top manager preoccupati per la crescita della seconda economia al mondo (Apple ha registrato un -33% di vendite di iPhone a febbraio). Alle ore 8:40 italiane il Nikkei chiude con un +0,9%, Hong Kong cede l’1,4%, Shanghai l’1,26%.
Il T bond Usa decennale vede il rendimento in discesa al 4,23%, mentre i futures su Wall Street sono positivi per lo 0,2% circa dopo la chiusura debole di martedì quando gli investitori hanno preso profitto del recente rally dei mercati.
Nei primi due mesi dell'anno i profitti realizzati dalle imprese industriali cinesi sono aumentati del 10,2% su base annua raggiungendo 914,06 miliardi di yuan. L’ultimo risultato fa seguito a un calo del 2,3% nel 2023, tra ulteriori segnali che la svolta economica in Cina ha iniziato a guadagnare slancio all’inizio del 2024 grazie alle varie misure di sostegno da parte di Pechino.
I profitti delle aziende statali hanno iniziato a riprendersi (0,5% contro -3,4% nel 2023) e quelli del settore privato hanno registrato una forte accelerazione (12,7% contro 2,0%). L'industria informatica, le comunicazioni e altre apparecchiature elettroniche hanno registrato forti profitti (210,9%), insieme all'elettricità (69,4%), alla fusione e laminazione di metalli non ferrosi (65,5%), al tessile (51,1%), alle automobili (50,1%), a petrolio e gas naturale (1,8%) e prodotti chimici (0,3%).
Sono invece diminuiti i profitti dell'industria mineraria e di lavaggio del carbone (-36,8%), dell'industria non metallica (-36,8%), dei prodotti minerali (-32,1%), della produzione di attrezzature speciali (-17,0%), dell'agricoltura e dell'alimentazione (- 7,3%) e macchine elettriche (-2,0%).
Mercoledì il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato un gruppo di amministratori delegati statunitensi mentre i ceo americani cercano di ricucire i legami logorati dalle tensioni geopolitiche e commerciali tra le due maggiori economie del mondo.
L’incontro avviene mentre tra i partner commerciali della Cina cresce la preoccupazione che Pechino stia investendo pesantemente nel settore manifatturiero per superare un profondo rallentamento del settore immobiliare, che porta a un eccesso di offerta e a un potenziale dumping sui mercati internazionali.
L'agenzia di stampa statale Xinhua ha riferito che l'incontro è in corso nella Grande Sala del Popolo di Pechino e prevede un servizio fotografico con il presidente cinese, senza fornire ulteriori dettagli.
Si prevede che al meeting partecipino gli amministratori delegati statunitensi che questa settimana hanno preso parte al China Development Forum, la conferenza annuale di punta di Pechino.
Xi aveva incontrato i ceo Usa a novembre durante una cena a margine del forum di cooperazione economica Asia-Pacifico a San Francisco, organizzato dal Business Council Usa-Cina e dal Comitato nazionale per le relazioni Usa-Cina.
Lo yen è sceso verso 152 per dollaro, portandosi ai livelli più bassi dal 1990, mentre i mercati scommettono che la politica monetaria della Banca del Giappone rimarrà accomodante per qualche tempo, nonostante la recente svolta contro i tassi di interesse negativi.
La scorsa settimana, la BoJ ha alzato i tassi per la prima volta in 17 anni e ha posto fine a 8 anni di costo negativo del denaro con una decisione attesa da tempo dai mercati. Nel frattempo, la debolezza dello yen ha provocato nuovi interventi a livello verbale da parte delle autorità. Il ministro delle Finanze giapponese Shunichi Suzuki ha affermato che non escluderà misure per frenare la debolezza della valuta che non riflette i fondamentali.
Lo yen è stato messo sotto pressione anche da un dollaro forte fra le crescenti aspettative che i tassi potrebbero rimanere più alti più a lungo negli Stati Uniti anche se iniziano a scendere in altre principali economie. (riproduzione riservata)