I mercati in Asia cercano di digerire le parole del governatore della Fed, Jerome Powell, sul fatto che i tassi resteranno alti per un tempo più lungo, un’incognita che ormai stanno vagliando da qualche giorno. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede lo 0,55%, l’Hang Seng è sotto la parità, Shanghai balza dell’1,07% dopo il Pil della Cina in crescita oltre le attese nel primo trimestre.
Oro e petrolio cedono il passo, le tensioni geopolitiche fra Iran e Israele restano alte, per ora non pare che quest’ultima reagisca a breve al lancio dei missili da Teheran. Il barile Wti americano lascia sul terreno lo 0,7% a 84,78 dollari, mentre il T bond Usa decennale viaggia laterale al 4,64% e i futures sul Nasdaq sono tornati positivi per lo 0,2%.
Il governo australiano si è impegnato ad aumentare la spesa per la Difesa di oltre 50 miliardi di dollari australiani (32 miliardi di dollari Usa) nel prossimo decennio. Sullo sfondo, le tensioni con una Cina che si sta allargando sempre più nelle acque del Sudest asiatico.
Il governo prevede quindi una maggiore spesa per la flotta di superficie, la capacità missilistica a lungo raggio e per la crescita delle forze armate che aumenteranno il bilancio della Difesa dal 2% al 2,4% del prodotto interno lordo. Richard Marles, ministro della Difesa, ha descritto l’impegno come uno dei più importanti degli ultimi decenni.
Morgan Stanley prevede di iniziare questa settimana a tagliare circa 50 posti di investment banking nell’area Asia-Pacifico, di cui almeno l'80% a Hong Kong e in Cina, secondo quanto scrive Bloomberg. Si tratta delle maggiori riduzioni degli ultimi anni per Morgan Stanley in Cina, il suo mercato di riferimento in Asia.
La decisione giunge mentre le banche d’affari stanno cercando di ridurre le spese in un contesto di deterioramento delle relazioni Usa-Cina, insieme alla crisi irrisolta del crisi immobiliare nel Paese. Anche i broker in Cina si trovano ad affrontare una nuova e più complessa realtà dopo anni di grande crescita. Le società che offrivano agli analisti più importanti stipendi di oltre 1 milione di dollari stanno tagliando i bonus e licenziando il personale.
Per il momento le tensioni in Medio Oriente sembrano essersi un po’ allentate. I prezzi del petrolio sono scesi con i futures sul Brent scambiati sotto i 90 dollari al barile. Gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni all’Iran prendendo di mira il programma missilistico e di droni del Paese in seguito all’attacco del fine settimana contro Israele.
Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, ha dichiarato martedì che le sanzioni saranno annunciate «nei prossimi giorni». Un altro segnale di rischio geopolitico è il calo delle esportazioni cinesi verso la Russia a marzo, mentre gli Stati Uniti intensificano le minacce di sanzioni, scrive Bloomberg. (riproduzione riservata)