In un'Asia cauta spicca Hong Kong, che alle ore 7:10 italiane balza del 2,56% grazie anche al discorso atteso del vicepremier Liu He che dovrebbe parlare ad un meeting con i vertici dei colossi tech. Le speranze degli investitori sono di un allentamento delle nuove regole che hanno messo in un angolo i gruppi tecnologici. Infatti Alibaba balza del 6,5% e Xiaomi del 5,22%. Intanto il Nikkei sale dello 0,36% e Shanghai dello 0,38%.
La Banca centrale australiana annuncia una nuova stretta
Il petrolio arresta per ora la sua corsa, il Wti cede lo 0,41% a 113,73 dollari il barile mentre l'euro guadagna lo 0,14% a 104,48, lo yen lascia sul terreno lo 0,2% a 129,38, la sterlina sale dello 0,2% a 1,2344. Il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 2,89% al 2,919%, mentre i futures su Wall Street sono ben impostati, soprattutto quelli sul Nasdaq (+0,7%).
A sostenere i listini cinesi anche l'Ufficio statistico, che ha annunciato di aspettarsi un miglioramento dell'economia a maggio dopo gli sconfortanti dati di aprile grazie ad una ripresa dei consumi. Le azioni in Australia hanno ridotto i loro primi guadagni dopo che la Banca centrale (Rba) ha parlato di ulteriori aumenti dei tassi per domare il costo della vita in corsa.
Il summit sul settore tech a Pechino fa correre l'Hang Seng
Il vicepremier cinese Liu He dovrebbe intervenire oggi a un vertice con manager dei grandi gruppi tecnologici (dovrebbero essere un centinaio i partecipanti), che è stato convocato dal principale organo consultivo politico del Paese per promuovere lo sviluppo dell'economia digitale. Lo scrive Reuters dalla Cina citando fonti a conoscenza dei fatti.
Il meeting, in corso, è sotto stretta osservazione da parte degli investitori in attesa di capire dalle parole di Liu e di altri funzionari dello Stato sul futuro del settore tecnologico, che la politica di maggiore equità del presidente Xi Jinping ha messo sotto stress negli ultimi due anni nel tentativo di governare da Pechino colossi privati come Alibaba e di impedire la creazione di nuovi super ricchi.
I lockdown in Cina stanno mettendo in difficoltà gli ospedali in tutto il mondo
Sul fronte dei lockdown, il governo medita la riapertura di Shanghai, ferma da oltre sei settimane, poco per volta. Gli analisti di Bloomberg sottolineano oggi che "l'attività economica cinese sta crollando di fronte alle rigide regole del Covid Zero, con la produzione industriale e la spesa dei consumatori che stanno scendendo ai livelli peggiori dall'inizio della pandemia".
E non è solo la Cina a soffrire per le chiusure delle megalopoli. Gli ospedali dagli Stati Uniti all'Australia stanno lottando con la carenza di sostanze chimiche utilizzate nei raggi X, i progetti di costruzione negli Usa sono bloccati da materiali in ritardo e i produttori di abbigliamento vietnamiti stanno faticando non poco per evadere gli ordini mentre le forniture cinesi sono in esaurimento. Qual è il problema di fondo? Secondo l'agenzia statale Caixin, l'uscita della Cina dalla morsa del Covid dipende dalla vaccinazione degli anziani e dalla loro resistenza a sottoporsi alla profilassi. Ad oggi, oltre 40 milioni di persone della terza età non hanno ancora ricevuto la prima dose.
La corsa del petrolio frena mentre l'Ue cerca di bloccare gli acquisti dalla Russia
Oggi i future sul greggio Wti sono in area 113,7 dollari dopo essere aumentati per quattro giorni consecutivi mentre il mercato valuta la proposta di divieto dell'Ue sul greggio russo, una mossa che inasprirebbe ulteriormente l'offerta globale. Ieri i ministri degli esteri dell'Unione europea non hanno fatto troppe pressioni sull'Ungheria per revocare il veto su un proposto embargo petrolifero sulla Russia, con la Lituania che ha parlato di sanzioni "tenute in ostaggio da uno Stato membro".
Negli Usa i prezzi della benzina sono saliti a livelli record a causa dell'aumento della domanda unita alla capacità di raffinazione contenuta. I produttori statunitensi stanno aumentando l'estrazione per ricostituire le scorte anche se si è registrata una minore domanda da parte della seconda economia più grande del mondo dal momento che la Cina ha richiesto l'11% in meno di greggio ad aprile rispetto a un anno fa a causa dei lockdown. (riproduzione riservata)