Le borse asiatiche aprono il mese di ottobre, lunedì 3, a passo alternato. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei sale dello 0,6%, Hong Kong, invece cede l'1,63% restando ai minimi degli ultimi 11 anni, mentre Shanghai è chiusa per festeggiare le festività della Golden Week. L'oro si muove in debolezza a 1.671 dollari per oncia, il petrolio Wti americano, balza del 2,7% a 81,61 dollari il barile.
Il dollaro torna a salire sulle maggiori valute dopo aver fatto un rally del 20% da inizio anno, l'euro cede lo 0,10% a 0,9793, lo yen lo 0,14% a 144,92 nonostante gli acquisti della Banca centrale giapponese e lo stesso dicasi della sterlina, -0,47% a 1,1115 (la BoE la settimana scorsa ha avviato un piano di acquisti di gilt da 65 miliardi in 13 sedute). Il rendimento del T bond Usa decennale è in calo dal 3,812% di inizio sessione asiatica al 3,792%, mentre i futures su Wall Street viaggiano in rosso (Nasdaq -0,7%, S&P 500 -0,3%) dopo aver chiuso il peggior mese di settembre dal 2002.
A incidere sul sentiment del mercato in apertura del nuovo trimestre i timori che un'inflazione persistentemente elevata rafforzerebbe le ragioni per un'ulteriore stretta monetaria, aumentando il rischio di una recessione. I prezzi del petrolio sono in corsa dopo che fonti dell'Opec+ hanno fatto sapere domenica che il cartello (nel quale è presente anche la Russia) sta valutando la possibilità di ridurre la produzione di oltre 1 milione di barili al giorno, mantenendo elevate le pressioni inflazionistiche legate alle materie prime scambiate con il dollaro.
Le azioni a Hong Kong sono rimaste al livello più basso da oltre 11 anni, appesantite dal fatto che venerdì 30 Wall Street ha registrato il più grande calo percentuale nel mese di settembre da 20 anni a questa parte a causa delle crescenti preoccupazioni che i tassi di interesse più elevati possano aver spinto l'economia Usa in recessione.
Le vendite al dettaglio di Hong Kong ad agosto sono diminuite su base annua mentre il tasso di crescita è rallentato a causa delle condizioni finanziarie difficili. Le azioni sull'Hang Seng relative a materiali di base, consumers, finanziari e tecnologia hanno guidato le perdite, in calo tra l'1 e il 2,1%. Postal Saving Bank è crollata di oltre il 10% quando il magnate di Hong Kong Li Ka Shing ha ridotto la sua posizione. Anche China Petroleum, nota come Sinopec, è scesa (-1,5%) quando è emerso che il colosso petrolifero intende delistare le sue American Depositary Shares dalla Borsa di Londra a partire da novembre.
Secondo le stime preliminari, l'economia del Qatar (prolifera grazie al petrolio) è cresciuta del 6,3% su base annua nel secondo trimestre del 2022, dopo un aumento del 2,5% nei tre mesi precedenti. È stato il quinto trimestre consecutivo di espansione dopo una recessione indotta dalla pandemia e il ritmo più sostenuto di crescita del Pil dal primo trimestre 2012. Su base trimestrale, il prodotto interno lordo è cresciuto del 3,6%, la prima espansione dal terzo trimestre 2021. (riproduzione riservata)