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Cina, si alzano le tensioni con gli Usa sui chip strategici. Morgan Stanley scettica sulle borse che però giovedì salgono

28 marzo 2024, 07:07 Ultimo aggiornamento: 07:57

Nikkei in rosso giovedì, mentre governo e BoJ cercano di proteggere lo yen caduto ai minimi degli ultimi 34 anni. All’indomani del meeting fra il presidente Xi Jinping e i ceo Usa, l’amministrazione Biden chiede agli alleati maggiori restrizioni sui chip inviati in Cina. Futures deboli

Le borse cinesi recuperano parte del terreno perso negli ultimi giorni e giovedì 28 marzo l’Hang Seng sale, alle ore 7:30 italiane, dell’1,46% e Shanghai dello 0,94%, mentre il Nikkei viaggia in rosso per lo 1.54%. Il T bond Usa decennale vede il rendimento salire leggermente al 4,21% dal 4,20% di inizio sessione asiatica. E i futures sul Nasdaq si muovono per ora in debolezza (-0,01%).

Gli Usa chiedono più restrizioni sui chip alla Cina

Gli Stati Uniti chiedono ai Paesi alleati di imporre maggiori restrizioni sulla manutenzione delle apparecchiature per la produzione di chip in Cina mentre l’amministrazione Biden cerca di contrastare ulteriormente l’ambizione di Pechino di costruire semiconduttori all’avanguardia. Il sottosegretario al Commercio per l’Industria e la Sicurezza Alan Estevez ha affermato che gli Stati Uniti non stanno cercando di limitare i fornitori di apparecchiature dal vendere le parti meno importanti che le aziende cinesi sono in grado di riparare da sole. I funzionari statunitensi sono rimasti sorpresi quando Huawei Technologies ha lanciato nel 2023 un nuovo smartphone 5G alimentato da un chip avanzato da 7 nanometri prodotto in Cina.

In parallelo, il segretario al Tesoro americano Janet Yellen ha criticato l’uso dei sussidi da parte della Cina per offrire ai produttori di nuovi settori chiave un vantaggio competitivo, a costo di distorcere l’economia globale. La politica industriale della Cina ha una storia di «sostanziali sovrainvestimenti», ha affermato Yellen.

Morgan Stanley scettica sulla Cina

Nonostante il ramoscello d’ulivo del presidente Xi Jinping nei confronti dei ceo stranieri che ha incontrato mercoledì a Pechino, gli investitori rimangono scettici riguardo alle prospettive della Cina. Gli analisti di Morgan Stanley hanno notato che gli hedge fund hanno venduto Adr (American depositary receipts) di azioni cinesi a marzo, liquidando gli acquisti dei mesi precedenti.

In una nota separata, la strategist di Morgan Stanley Laura Wang ha scoperto che gli utili delle società dell’indice MSCI China sono ancora al di sotto delle aspettative, anche se meno rispetto al trimestre precedente. «Rimaniamo relativamente cauti sulla ripresa degli utili per le azioni cinesi almeno fino al primo trimestre del 24, con le stime sugli utili in corso sotto pressione in un contesto di potenziale indebolimento dei dati macro», ha scritto.

Le azioni australiane toccano livelli record

Giovedì le azioni australiane hanno toccato nuovi massimi storici, dopo che i dati sull’inflazione più deboli del previsto hanno rafforzato le scommesse su un taglio dei tassi nella seconda metà del 2024, mentre i prezzi dei metalli in rialzo hanno ulteriormente stimolato la borsa. L’indice ASX200 ha toccato il livello storico di 7.896,90 punti.

Lo yen recupera dopo l’intervento a voce del governo

Lo yen si è stabilizzato vicino a 151 per dollaro, recuperando leggermente dopo essere sceso ai nuovi minimi egli ultimi 34 anni all'inizio di questa settimana, quando le autorità giapponesi hanno segnalato la disponibilità a intervenire sui mercati valutari. Funzionari del Ministero delle finanze giapponese, della Banca del Giappone e dell'Agenzia per i servizi finanziari si sono incontrati mercoledì per discutere della debolezza della valuta, con il ministro delle finanze Shunichi Suzuki che ha avvertito che verranno presi «passi decisivi» contro movimenti valutari eccessivi.

Il viceministro delle finanze giapponese per gli Affari internazionali Masato Kanda ha aggiunto che «non escluderà alcuna iniziativa per rispondere ai movimenti disordinati sui cambi». Il rapido calo dello yen è avvenuto nel contesto delle speculazioni secondo cui la politica monetaria della BoJ rimarrà accomodante per qualche tempo, nonostante la recente svolta contro i tassi negativi. (riproduzione riservata)



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