Ora è ufficiale: China Evergrande Group (conosciuta come Evergrande) ha detto definitivamente addio alla borsa di Hong Kong il 25 agosto 2025, dopo 16 anni di contrattazioni. Un tempo il fiore all’occhiello del mattone cinese, Evergrande è stato travolto da una crisi senza precedenti, che ha trascinato l'intero comparto immobiliare cinese.
Il suo fondatore e presidente, Hui Ka Yan, partito da umili origini nella Cina rurale, è arrivato in cima alla lista Forbes delle persone più ricche dell’Asia nel 2017. Da allora, la sua fortuna è crollata a meno di un miliardo di dollari, scrive la Bbc, e la sua caduta in disgrazia è stata straordinaria quanto quella della sua azienda.
Nel marzo 2024 Hui è stato condannato a pagare una multa di 6,5 milioni di dollari ed è stato bandito a vita dal mercato dei capitali cinese, dopo che alla sua azienda è stato imputato di aver sovrastimato i ricavi di 78 miliardi di dollari.
Al momento del crollo, nel 2020, Evergrande aveva circa 1.300 progetti in fase di sviluppo in 280 città in tutta la Cina. L’impero in espansione comprendeva anche un produttore di auto elettriche e la squadra di calcio più titolata della Cina, il Guangzhou FC, espulsa dal campionato di calcio all’inizio del 2025 dopo non essere riuscita a saldare i propri debiti.
La situazione di Evergrande è peggiorata dopo che Pechino ha introdotto nuove regole nel 2020 per mettere un freno ai prestiti ai costruttori immobiliari. Queste misure hanno portato Evergrande a offrire i suoi immobili con grandi sconti, per garantire l’afflusso di denaro necessario a mantenere a galla l’attività.
Dopo aver riscontrato difficoltà a far fronte al pagamento degli interessi, Evergrande nel 2021 è andata in default sul rimborso delle obbligazioni in dollari. Dopo anni di battaglie legali, l'Alta Corte di Hong Kong ha ordinato la liquidazione della società nel gennaio 2024. (riproduzione riservata)