A maggio del 2022 il mobilificio Former di Cantù è entrato nell'orbita del colosso cinese dell'arredamento Oppein. Nelle primavera dello scorso anno si era trattato della prima operazione di acquisizione cinese in Italia da mesi. Il settore è d'altronde uno dei pochi non regolati dalla normativa sul golden power, usata a più riprese dal governo Draghi per bloccare l'espansione cinese in settori strategici per il Paese. L'attenzione è ora sul probabile utilizzo dei poteri speciali per limitare il patto di sindacato in Pirelli firmato a novembre 2022 tra Camfin e il socio cinese ChemChina e valutare il rischi di espropriazione tecnologica conseguenti a un'integrazione dei sistemi informatici delle controllate del gruppo della Bicocca nella Repubblica Popolare con quelli dell'azionista.
Senza contare le discussioni su come la People Bank of China si sarebbe espressa in assemblea come socio Enel nella partita sul presidente, il caso Pirelli è il principale per un'azienda italiana che fa capo a Pechino. Ma i casi nella Penisola sono diversi a partire dalle telecomunizioni (CK Hutchinson, conglomerata di Hong Kong, ha il 100% di Wind) fino al calcio, passando dalle reti del gas e dell'elettricità. Socio di minoranza di Cassa Depositi e Prestiti in Cdp Reti è infatti il gigante State Grid of China, che, forte del 35% detenuto dal 2014, esprime un consigliere nei cda di Terna, Snam e Italgas, e nell'ultimo anno ha incassato 175 milioni di euro di dividendi.
Restando dentro al mondo Cdp, i cinesi sono anche in Autostrade per l'Italia con un 5%. Si tratta del Silk Road Fund, fondo di investimento a medio e lungo termine con un capitale totale di 40 miliardi di dollari. L'ingresso risale al 2017, quando ancora Aspi era sotto l'ombrello della vecchia Atlantia. Di contro la Shanghai Electrics diluirà la propria quota del 12% in Ansaldo Energia dopo la decisione di non aderire all'aumento di capitale da 580 milioni.
Cambiando settore, il 18 maggio scorso l'assemblea di Ferretti ha approvato il progetto di procedere con il dual listing su Euronext Milan del gruppo degli yacht con un flottante probabilmente intorno al 29%. A supporto della liquidità del titolo su Euronext Milan l'azionista Ferretti International Holding venderà fino al 28,75% della sua quota in azioni ordinarie esistenti, inclusa la greenshoe. Ferretti International Holding, controllata dal gruppo cinese Weichai con il 63,75%, diminuirebbe considerevolmente il suo peso. Il gruppo romagnolo di proprietà cinese è coinvolto anche nel progetto per un insediamento industriale nel cosiddetto ex Yard Belleli del porto di Taranto per la costruzione di modelli e stampi per la produzione di scafi per yacht di lusso, coperte e sovrastrutture in composito e carbonio oltre a un centro di ricerca per materiali avanzati.
C'è poi un dichiarato interesse del colosso cinese Midea per Electrolux, con i sindacati che, così come fatto dal governo per la cessione di Whirlpool Emea ai turchi di Arcelik, attendono di capire se ci sia l'intenzione di esercitare il golden power imponendo prescrizioni a salvaguardia del patrimonio tecnologico, della produzione e quindi dei livelli occupazionali. Quello degli elettrodomestici è peraltro un settore nel quale le aziende del Dragone hanno già messo piede in Italia, con l'acquisizione di Candy fatta da Haier.
I cinesi sono poi attivi nel campo della robotica. Efort Intelligent Equipment è socio della piemontese Robox. In questo caso la scure del poteri speciali si è abbattuta sulla concessione di una libreria software da parte dall'azienda novarese. (riproduzione riservata)