I mercati asiatici chiudono bene la settimana, venerdì 12 dicembre, alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dell’1,4%, l’Hang Seng dell’1,85%, Shanghai dello 0,45%, dopo che Wall Street ha segnato nuovi massimi con il Dow Jones e l’S&P 500 nonostante il crollo di Oracle. I futures sul Nasdaq intanto si muovono appena sotto la parità. A sostenere i mercati, la decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi.
In Cina, il governo ha indicato l’impegno ad aprirsi a politiche macroeconomiche più forti per sostenere la crescita il prossimo anno. Nel frattempo, i mercati si preparano alla riunione della Bank of Japan della prossima settimana, tra le speculazioni su un possibile rialzo dei tassi. L’indice australiano S&P/ASX 200 sale dell’1,23%. In India, il Nifty 50 guadagna lo 0,6%. La rupia, intanto, si è indebolita fino a un nuovo minimo storico di 90,55 contro il dollaro.
Il partito comunista cinese ha concluso giovedì la riunione di programmazione economica che si tiene ogni anno, confermando un ampio sostegno all’economia per il 2026, compreso il rilancio dei consumi (ancora deboli) e la stabilizzazione del settore immobiliare come richiesto dall’Fmi non più tardi di un paio di giorni fa. Il governo ha mantenuto il focus sul rafforzamento delle capacità tecnologiche del Paese, una priorità per il prossimo piano quinquennale che inizierà nel 2026.
Negli Stati Uniti, il Dow Jones Industrial Average e l’S&P 500 hanno raggiunto nuovi massimi, con gli investitori che si sono spostati dai titoli tecnologici verso aziende che potrebbero beneficiare di un’economia statunitense in espansione dopo il taglio dei tassi da parte della Fed. Il Dow, composto da 30 titoli, è salito dell’1,34%, chiudendo a 48.704,01, un nuovo massimo storico. L’indice ha anche segnato un record intraday, sostenuto dall’aumento del titolo Visa dopo un upgrade da parte di Bank of America. L’S&P 500 è cresciuto dello 0,21%, chiudendo a 6.901,00, anch’esso un massimo storico. Il Nasdaq Composite, invece, ha perso lo 0,26%, chiudendo a 23.593,86. (riproduzione riservata)