L’Asia viaggia in leggero calo, mercoledì 19 novembre, con Nikkei e Hang Seng che cedono attorno allo 0,2% alle ore 7:40 italiane, mentre Shanghai sale dello 0,4% e i futures sul Nasdaq viaggiano ancora deboli (-0,2%). L’indice tech Usa ha perso oltre il 4,4% nelle ultime cinque sedute in attesa della trimestrale di Nvidia in uscita questa sera e per i timori legati alle valutazioni elevate del settore AI. Sullo sfondo, la paura che la Federal Reserve eviterà di tagliare i tassi a dicembre. Gli investitori attendono di leggere ora i verbali del Fomc e il report sul mercato del lavoro Usa di settembre.
La Cina ha collocato 4 miliardi di euro in obbligazioni denominate in euro, attirando una domanda record. L’emissione, suddivisa in due tranche uguali, ha registrato una copertura di oltre 26 volte, con ordini superiori a 104,5 miliardi di euro, secondo fonti di Bloomberg dall’Asia. Si tratta della domanda più elevata mai registrata per un’emissione in euro da parte della Cina.
L’operazione a distanza di due settimane dal collocamento da 4 miliardi di dollari di bond in valuta Usa, anch’esso accolto da una richiesta molto forte, e rappresenta la conferma della di fiducia degli investitori negli asset cinesi mentre le tensioni commerciali si attenuano. La forte domanda da parte di banche centrali e fondi sovrani evidenzia inoltre un crescente interesse per la diversificazione delle riserve.
«Gli investitori stanno acquistando in massa i titoli di Stato cinesi all’interno di una strategia di diversificazione», il commento di Lei Zhu, responsabile del reddito fisso in Asia di Fidelity. Gli asset in euro sono molto richiesti grazie al rafforzamento della valuta, alla riduzione degli spread sul credito e ai rendimenti interessanti».
La raccolta sui mercati obbligazionari internazionali rientra nell’obiettivo di Pechino di costruire curve dei rendimenti sovrani più profonde, che possano essere da riferimento per le aziende cinesi nella definizione dei prezzi delle proprie emissioni. Questo, secondo gli esperti, è particolarmente rilevante nel mercato in euro, dove la liquidità per gli emittenti cinesi resta relativamente limitata.
Quando un Paese emette titoli di Stato in diverse scadenze (3 anni, 5 anni, 7 anni, 10 anni...), infatti, crea una curva dei rendimenti sovrana: una sorta di mappa che dice a quale tasso quel Paese può finanziarsi nel tempo. Le aziende cinesi che vogliono emettere obbligazioni all’estero (ad esempio in euro) hanno quindi bisogno di un punto di riferimento per stabilire a che tasso offrire i propri bond.
I mercati azionari europei si preparano ad aprire poco mossi mercoledì, mantenendo le perdite recenti mentre le preoccupazioni per valutazioni troppo elevate e l’aumento delle probabilità che la Federal Reserve non tagli i tassi continuano a pesare sugli asset rischiosi come le azioni.
In Europa, l’attenzione si concentrerà sui dati sull’inflazione nel Regno Unito, che potrebbero influenzare la decisione sui tassi della Bank of England di dicembre. Nelle contrattazioni pre-market, i futures su EuroStoxx 50 e Stoxx 600 oscillano tra la parità e un leggero calo. (riproduzione riservata)