Asia positiva, mercoledì 17 gennaio, soprattutto la Cina che rimbalza grazie ai titoli tech e dell’AI. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dello 0,3%, Hong Kong dello 0,8% e Shanghai dell’1,3%, mentre lo yen cede lo 0,4% a 155,37 e i futures sul Nasdaq sono sopra la parità.
I titoli cinesi interrompono così una flessione durata due sedute, complice anche un’ipo davvero brillante. Tra i migliori titoli si distinguono Eoptolink Technology (+3,8%), Zhongji Innolight (+2,3%), Shenzhen Envicool (+8,8%), Suzhou Tfc Optical (+6,3%) e Victory Giant (+1,5%).
Il produttore cinese di chip MetaX Integrated Circuits Shanghai corre del 700% nel giorno del debutto in borsa dopo aver raccolto 600 milioni di dollari in ipo. Come Moore Threads, sbarcata sul mercato all’inizio del mese, MetaX sviluppa unità di elaborazione grafica (Gpu) per applicazioni di intelligenza artificiale. Gli analisti di Goldman Sachs stimano che le azioni cinesi potrebbero salire del 30% entro la fine del 2027, sostenute da politiche favorevoli al mercato, utili societari in crescita e forti flussi di capitale.
Le azioni di MetaX Integrated Circuits sono balzate, come si è visto, del 700% al debutto sul mercato di Shanghai mercoledì, dopo che la società ha raccolto 600 milioni di dollari con l’offerta pubblica iniziale. I titoli, collocati a 104,66 yuan, sono saliti oltre 835 yuan nel primo giorno di contrattazioni, segnando un rialzo del 697%.
Come Moore Threads, che ha registrato un debutto molto positivo a inizio mese, MetaX sviluppa Gpu per applicazioni di intelligenza artificiale, inserendosi in un settore in forte crescita trainato dalla crescente adozione di servizi di AI. MetaX fa parte di una nuova ondata di produttori locali di chip impegnati nello sviluppo di processori per l’AI, in linea con la strategia di Pechino di ridurre la dipendenza dai chip statunitensi dopo le restrizioni imposte da Washington sulle esportazioni di tecnologia avanzata verso la Cina. Gli Stati Uniti hanno infatti limitato le vendite dei chip AI più avanzati di Nvidia al mercato cinese.
Nuovi operatori cinesi come Enflame Technology e Biren Technology sono entrati nel settore con l’obiettivo di intercettare la domanda miliardaria di Gpu non più soddisfatta da Nvidia. Anche le autorità cinesi stanno accelerando le autorizzazioni alle ipo nel settore dei semiconduttori, nell’ottica di rafforzare l’autonomia tecnologica nel campo dell’intelligenza artificiale. All’inizio del mese, le azioni di Moore Threads, produttore di Gpu con sede a Pechino e spesso definito la «Nvidia cinese», erano salite di oltre 400% al debutto a Shanghai dopo una quotazione da 1,1 miliardi di dollari.
Secondo Eugene Hsiao, analista azionario di Macquarie, l’entusiasmo degli investitori per le ipo cinesi legate ai chip AI, come MetaX, è in parte alimentato dall’aspettativa di lungo periodo che la Cina riesca a costruire un ecosistema dei semiconduttori autosufficiente in un contesto di tensioni persistenti con gli Stati Uniti.
«Perché questo funzioni servono nomi come Moore Threads e MetaX. Credo quindi che gli investitori, guardando a queste ipo, tengano implicitamente conto anche dell’elemento nazionalistico», ha aggiunto l’analista, sottolineando però che il principale motore del rally resta la crescita potenziale delle aziende.
I futures sul Wti sono saliti a circa 56 dollari (+1,3%) al barile mercoledì, recuperando dai minimi del 2021 dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato un «blocco totale e completo» delle petroliere sanzionate collegate al Venezuela. La mossa segue il sequestro, la scorsa settimana, di petroliere inserite nella blacklist al largo delle coste venezuelane e il rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione.
I rialzi sono però rimasti limitati, poiché i prezzi continuano a essere sotto pressione a causa dei progressi verso un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina che potrebbe portare a un allentamento delle restrizioni sulle esportazioni di petrolio russo in un contesto di eccesso di offerta atteso sul mercato.
I prezzi del greggio soffrono quest’anno per l’abbondanza di forniture, con l’Opec+ che ripristina gradualmente la capacità produttiva e i produttori fuori dal cartello che aumentano l’estrazione. Nel frattempo emergono segnali di indebolimento della domanda in Cina, Medio Oriente e Stati Uniti. Il petrolio si avvia così verso la peggiore performance annuale degli ultimi sette anni.
L’indice del dollaro si è mantenuto sopra quota 98 mercoledì, restando però vicino ai minimi da oltre due mesi, dopo che dati contrastanti sul mercato del lavoro non hanno modificato in modo significativo le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.
Il report sull’occupazione, pubblicato in ritardo, ha mostrato un aumento degli occupati superiore alle attese a novembre, ma le stime di ottobre sono state riviste nettamente al ribasso e il tasso di disoccupazione è salito al 4,6%, il livello più alto dal 2021.
I mercati prezzano ora una probabilità di circa 75% che la Fed mantenga i tassi invariati nella riunione di gennaio, sostanzialmente in linea con le aspettative precedenti ai dati. L’attenzione degli investitori si sposta ora sugli interventi dei funzionari della Banca centrale Christopher Waller e John Williams, attesi più tardi nella giornata di mercoledì, e sul dato chiave dell’inflazione di novembre, in uscita giovedì. Riflettori puntati anche sulle decisioni di politica monetaria di altre grandi banche centrali, tra cui Bank of Japan, Bank of England e Banca centrale europea, attese nel corso della settimana. (riproduzione riservata)