Giovedì 9 febbraio i mercati azionari asiatici si muovono contrastati dopo il rosso di Wall Street innescato dagli ultimi discorsi dei funzionari della Fed che hanno ribadito l’impegno a ridurre l'inflazione con ulteriori aumenti dei tassi.
Alle ore 7:15 italiane il Nikkei è sotto la parità, la Cina, invece, corre, l’Hang Seng sale dell’1,3% e Shanghai dell’1,08% in parte grazie ad acquisti sui minimi di azioni con solidi bilanci.
Le materie prime restano laterali, l’oro scambia a 1.892 dollari per oncia, il petrolio Wti americano a 78,49 euro il barile, mentre si indebolisce il dollaro: l’euro guadagna lo 0,17% a 1,0742, lo yen lo 0,13% a 131,26, la sterlina lo 0,22% a 1,21 mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento in leggero calo al 3,619% e i futures su Wall Street sono tornati positivi (Nasdaq +0,4%).
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I listini dell’Asia emergente (Cina esclusa) hanno ricevuto massicci afflussi di liquidità a gennaio, con gli investitori che si aspettano che la Federal Reserve rallenti il ritmo degli aumenti dei tassi e mentre il dollaro si indebolisce rispetto alle valute regionali.
I dati delle borse di Taiwan, India, Filippine, Vietnam, Tailandia, Indonesia e Corea del Sud hanno mostrato che a gennaio gli investitori esteri hanno acquistato azioni per un valore netto di 8,8 miliardi di dollari. Nel 2021 venduto 57,2 miliardi di dollari in titoli della stessa area geografica.
Inoltre, la decisione della Cina di riaprire i confini ha alimentato le speranze che l'attività industriale e le esportazioni della regione si rinforzino quest'anno sostenendo i profitti.
Taiwan e la Corea del Sud hanno registrato i maggiori acquisti mensili in almeno due anni, con afflussi netti pari rispettivamente a circa 6,6 e 5 miliardi di dollari.
«Le crescenti aspettative di una fine imminente del ciclo di rialzo del costo del denaro della Fed stanno fornendo un certo supporto ai settori sensibili ai tassi», ha spiegato Yeap Jun Rong, market strategist di IG. «Questo potrebbe spiegare i forti afflussi su Taiwan e Corea del Sud che sono più esposti alla crescita».
Nel frattempo, anche i mercati azionari di Thailandia, Vietnam e delle Filippine hanno ricevuto rispettivamente 565, 178 e 122 milioni di dollari dagli investitori esteri.
Le azioni in India hanno registrato deflussi per un valore di 3,52 miliardi di dollari a causa di valutazioni più elevate e degli effetti del crollo del gruppo Adani.
L'indice Msci Asia-Pacific ha guadagnato il 7,2% quest'anno dopo essere sceso di circa il 20% nel 2022. Il rapporto prezzo/utili atteso a 12 mesi dell'indice si attestava a 13,24 alla fine di gennaio, ancora al di sotto media di 13,44.
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Gli Stati Uniti hanno già espresso preoccupazione con la Cina per le attrezzature non letali fornite alla Russia. Nel frattempo, il Regno Unito sta discutendo l'invio di missili a lungo raggio in Ucraina e valutando la possibilità a lungo termine di mandare aerei da combattimento per aiutare il Paese a difendersi dall’aggressione russa.
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