All’indomani dell’indiscrezione di un fondo di salvataggio statale da 278 miliardi di dollari per rivitalizzare le borse cinesi, mercoledì 24 gennaio alle ore 8:00 italiane Hong Kong balza del 2,28% e Shanghai del 1,84% dopo una sessione abbastanza volatile. A questo si aggiunga la notizia che Pechino ha chiesto ai fondi comuni di rallentare o chiudere la raccolta retail dei veicoli che investono all’estero.
Nel frattempo, il Nikkei perde lo 0,8% dopo le parole da falco della BoJ e lo yen sale dello 0,3% a 147,91 mentre l’euro si rafforza dello 0,11% a 1,0867. I mercati del Fareast acquistano il T bond decennale, il cui rendimento passa dal 4,14% della chiusura di Wall Street al 4,119%, mentre i futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,5% grazie ai conti di Netflix.
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Mercoledì le azioni giapponesi sono scese dopo i commenti del governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, che indicano una maggiore probabilità che la BoJ raggiunga il suo obiettivo di inflazione.
L’indice Topix è sceso dello 0,5% anche se il Topix Banks è balzato del 4,1%, segnale che gli investitori prevedono che potenziali aumenti del costo del denaro potrebbero avvantaggiare gli istituti di credito dopo un lungo periodo di tassi negativi.
Il Nikkei 225, caratterizzato da gruppi per lo più esportatori, è sceso dello 0,8% nonostante i dati di dicembre mostrino che il valore dell’export è aumentato del 9,8% rispetto all'anno precedente, battendo le previsioni degli analisti. Lo yen si è apprezzato dello 0,3% rispetto al dollaro. Il rendimento dei titoli di stato giapponesi a 10 anni è salito di 0,05 punti percentuali raggiungendo lo 0,724%.
Le autorità cinesi stanno inasprendo i limiti ai deflussi di capitali restringendo l’accesso ai fondi che investono in titoli esteri mentre il Paese si trova ad affrontare una crisi del mercato azionario interno.
Circa un terzo dei fondi cinesi che investono nelle borse estere che operano all’interno di uno schema che aggira i rigidi controlli sui capitali hanno annunciato negli avvisi di borsa di aver sospeso o limitato le vendite al retail «per mantenere operazioni stabili e proteggere gli interessi degli investitori». Lo riporta il Financial Times, secondo cui il gestore di un fondo con sede a Pechino specializzato sulle azioni statunitensi ha affermato di aver ricevuto istruzioni informali dalla Borsa di Shanghai di ridurre le vendite dei fondi destinati ai mercati esteri dopo che la domanda è andata «alle stelle».
Il programma governativo per gli investitori istituzionali nazionali qualificati consente alle banche, agli intermediari e ai gestori patrimoniali di aggirare i rigidi controlli sui capitali della Cina. L’acquisto di fondi offerti attraverso lo schema QDII è l’unico modo legale per gli investitori retail di comprare azioni e obbligazioni straniere.
Documenti pubblici, riporta l’FT, mostrano che 79 fondi cinesi QDII hanno sospeso le vendite agli investitori al dettaglio e 53 le hanno limitate. Insieme, questi rappresentano circa il 30% di tutti i fondi QDII destinati ai mercati esteri diversi da Hong Kong. I fondi includono alcuni gestiti da JPMorgan Asset Management e Manulife Investment Management.
Gli intermediari hanno affermato che le autorità di regolamentazione hanno richiesto in particolare la sospensione delle transazioni che coinvolgono Etf che replicano gli indici MSCI USA 50, Nasdaq 100 e Nikkei 225.
Alla fine del 2023 Pechino aveva una quota totale di 166 miliardi di dollari in 186 fondi catalogati QDII, in aumento solo leggermente rispetto al 2021.
Netflix ha registrato un nuovo record di abbonati nel quarto trimestre. Nel trading after hour, il titolo Usa dello streaming è balzato dell’8% dopo aver rivelato di aver registrato 13 milioni di nuovi abbonati nel quarto trimestre, raggiungendo il massimo storico di 260,8 milioni. Il colosso ha inoltre riportato ricavi migliori del previsto e ha pubblicato una forte guidance sugli utili per il trimestre in corso. (riproduzione riservata)