Dopo un inizio d’anno traumatico, la Cina cerca il rimbalzo, martedì 23 gennaio, sulla scommessa che il governo intervenga a sostegno dei mercati, nonostante le parole di grande cautela del premier Li Qiang a Davos. A questo si aggiunga un’apertura di Pechino al settore dei giochi digitali che fa balzare i titoli del tech.
Alle ore 7:30 italiane il Nikkei è sotto la parità, l’Hang Seng corre per il 3,5%, Shanghai sale dello 0,63%.
Vola il petrolio sulle tensioni nel Mar Rosso, il Wti americano sale del 2,2% a 75 dollari il barile, mentre l’euro guadagna lo 0,2% a 1,0905 e il T bond Usa decennale vede il rendimento in calo al 4,09% dalla chiusura di Wall Street del 4,106%. I futures sul Nasdaq viaggiano sopra la parità.
Lunedì il premier Li Qiang ha presieduto una riunione di gabinetto in cui i funzionari hanno affermato che intensificheranno le iniezioni di fondi a medio e lungo termine nel mercato dei capitali per sostenere la stabilità e promuovere uno sviluppo sano. Tuttavia, gli investitori stanno aspettando segnali di sostegno politico concreto dopo che la banca centrale ha deluso le aspettative del mercato lasciando invariati i tassi di interesse a gennaio.
L’autorità cinese di regolamentazione dei videogiochi ha ritirato una bozza di regolamento che propone controlli sulla spesa dei giocatori, una mossa che ha contribuito a incrementare le azioni di Tencent e NetEase.
La National Press and Publication Administration aveva pubblicato una bozza di regole che proponevano limiti alla spesa nel gioco. Le normative avrebbero ostacolato la capacità di Tencent e NetEase di ricavare guadagni dai giochi digitali. Martedì le azioni di Tencent sono salite del 4,3%, mentre NetEase di oltre il 4,6%.
Le autorità cinesi stanno prendendo in considerazione misure per stabilizzare un mercato azionario in crisi, scrive Bloomberg. I politici stanno cercando di mobilitare circa 2 mila miliardi di yuan (278,53 miliardi di dollari), principalmente da conti offshore di imprese statali per costruire un fondo di stabilizzazione che acquisti azioni attraverso la borsa di Hong Kong.
I mercati azionari cinesi hanno avuto un inizio anno infelice, con una crescita economica irregolare e un nuovo crollo delle vendite di case la scorsa settimana che hanno consolidato la determinazione degli investitori stranieri a tenersi alla larga dai mercati.
I gestori finanziari globali – che hanno venduto azioni cinesi mentre la ripresa post-pandemia vacillava – hanno affermato che ci vorrà molto tempo o importanti stimoli per risanare il settore immobiliare, che un tempo rappresentava un quarto dell’economia e cambiare strategia.
Bloomberg nel suo report scrive che i funzionari cinesi hanno stanziato almeno 300 miliardi di yuan di fondi locali da investire in azioni onshore (della Cina continenale) attraverso il China Securities Finance o Central Huijin Investment.
Pechino starebbe considerando altre opzioni, alcune delle quali potrebbero essere annunciate già questa settimana.
La Banca del Giappone (BoJ) ha mantenuto invariato il tasso di interesse a breve termine al -0,1% e quello dei rendimenti dei titoli a 10 anni intorno allo 0% durante la riunione di gennaio, con voto unanime, come previsto.
In un report trimestrale sulle prospettive, la BoJ ha tagliato i dati sull’indice dei prezzi al consumo per l’anno fiscale 2024 (parte a marzo) al 2,4% rispetto alle proiezioni di ottobre del 2,8%, a causa del recente calo dei valori del petrolio. (riproduzione riservata)