Il governo va in pressing sulle compagnie di assicurazione per spingerle a rimborsare le imprese danneggiate nei giorni scorsi dal ciclone Harry che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna ma con scarsa o nulla possibilità di successo. Martedì 27 gennaio l’Ania ha riunito il consiglio associativo e il comitato esecutivo per la prima volta dopo la riforma della governance dell'associazione approvata a dicembre e, benché il tema dei danni per il maltempo nel Sud Italia non fosse all'ordine del giorno, la questione è stata inevitabilmente tra i tempi caldi della discussione tra gli assicuratori. Il Consiglio dei ministri il 26 gennaio ha già stanziato 100 milioni ma i danni stimati sono ben più alti: 1,5 miliardi di euro per la Sicilia, 300 milioni per la Calabria e 200 milioni per la Sardegna, per un totale di oltre 2 miliardi. Nei giorni scorsi il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci aveva parlato della volontà di avviare un tavolo con Ania ricordando che da gennaio le imprese hanno l'obbligo di sottoscrivere un’assicurazione catastrofale.
Le compagnie hanno però ribadito che i danni del ciclone Harry non rientrano tra i cinque eventi previsti dall’obbligo di legge, che riguardando esclusivamente alluvione, esondazione, inondazione, sisma e frane. Le mareggiate e i danni provocati dal vento forte restano quindi fuori, sostengono da Ania richiamando la legge. A meno che le imprese (e i privati) non abbiano sottoscritto polizze più ampie di quelle obbligatorie, includendo le mareggiate, non ci sono quindi possibilità di ricevere rimborsi per i danni del ciclone Harry. La pressione del governo, però, continua; i contatti tra il presidente di Ania Giovanni Liverani e Musumeci sarebbero costanti, così come quelli con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Le compagnie assicurative potrebbero aprire a qualche forma di liberalità, com’era successo dopo le alluvioni che colpirono l’Emilia-Romagna, quando Ania sostenne imprese e associazioni, ma è evidente che il primo banco di prova dell’obbligo di polizze catastrofali obbligatorie per il governo rischia di rivelarsi deludente. La volontà di tenere bassi i costi delle coperture obbligatori (la media per le piccole e piccolissime imprese è di un centinaio di euro) tiene fuori dalle garanzia fenomeni frequenti legati al maltempo, come grandinate e mareggiate. (riproduzione riservata)