MILANO (MF-NW)--Chiusura debole per Piazza Affari e le altre borse europee con il Ftse Mib che a fine giornata cede lo 0,64%.
Sul fronte dei dati macro da segnalare che in Germania i prezzi alla produzione, nel mese di marzo, sono calati dell'1,4% su base mensile, mentre sono cresciuti dell'1% a livello annuale.
In Giappone la produzione industriale è aumentata dello 0,7% su base mensile ad aprile, in netto miglioramento rispetto alla stima preliminare al -0,4%, mentre in Cina la Banca centrale ha tagliato per la prima volta da 10 mesi i due principali tassi di riferimento per i prestiti, al fine di stimolare l'economia in rallentamento del Paese asiatico.
Negli Usa, invece, il numero di cantieri avviati per la costruzione di nuove case a maggio si è attestato a 1,631 milioni di unità (+21,7% rispetto al mese precedente), nettamente al di sopra del consenso degli economisti a 1,405 mln.
In ordine sparso le banche. In leggera ascesa B.Mps (+0,34%)." Siamo una banca molto solida, se escludiamo Unicredit, tra i nostri peers siamo quelli con patrimonio più alto, frutto anche dell'aumento di capitale. Partiamo da una situazione decisamente diversa rispetto al passato. Siamo molto positivi e riteniamo che lo stress test sia un esercizio molto importante, che noi comunque facciamo" periodicamente, ha detto il Ceo Luigi Lovaglio, Ceo della banca.
Denaro pure su Unicredit (+1,04%). "Batteremo la guidance 2023 sul costo del rischio e, in generale, vogliamo avvicinarci il più possibile al piano 'UniCredit Unlocked'. Di solito battiamo la nostra guidance anche sui costi, questa banca non ha mai mancato di farlo. Questo non significa che lo faremo anche questa volta, la pressione dell'inflazione e' alta". Quanto alla redditivita', "il 2023 sarà un anno eccellente, ma possiamo fare altrettanto o meglio nel 2024 e nel 2025", ha dichiarato Andrea Orcel, ceo di Unicredit, nel suo intervento alla nona edizione della Ceo conference di Mediobanca, a Milano. In salita pure Bper (+1,45%). Deboli invece Banco Bpm (-0,62%), Intesa Sanpaolo (-0,33%) e Mediobanca (-1,07%).
Tra le altre blue chip in ascesa Tim (+0,57%), Hera (+0,44%) e Leonardo (+0,33%) mentre hanno perso terreno Stellantis (-2,29%), Tenaris (-2,42%) e Finecobank (-2,37%).