«Chiara Ferragni ha acquistato la propria abitazione a sette stelle nella quale vive con la propria famiglia a spese della sua holding e sta utilizzando i soldi presenti nelle casse della sua azienda unipersonale per scopi privati, senza distribuire utili, e di conseguenza senza pagare il 26% di imposte su quegli utili?».
Gianluca Massini Rosati, imprenditore e autore di numerosi bestseller, risponde a questa domanda nel libro Fiscalmente inattaccabile. La strategia definitiva per ridurre drasticamente le imposte e vivere serenamente il rapporto con il fisco (in uscita il 5 marzo 2024 per Sperling & Kupfer e già disponibile per il pre order online), nel quale ha ricostruito e analizzato la struttura societaria delle aziende di Chiara Ferragni.
Fenice srl potrebbe non essere infatti l’unica azienda della Ferragni a rischiare di subire gli effetti negativi di questa crisi reputazionale e giudiziaria, nel momento in cui la sua situazione si fa sempre più intricata, con diversi marchi che si stanno tirando indietro dalle partnership siglate con l'influencer.
Come emerge dall’analisi contenuta nell’ultimo libro di Gianluca Massini Rosati, la struttura si configura infatti con due società operative, la Fenice Srl (ricavi per 14,2 milioni di euro nel 2022) e la Tbs Crew Srl (ricavi per 14,6 milioni di euro nel 2022), che distribuiscono gli utili a una holding, la Sisterhood Srl la quale, stando all’oggetto sociale, si occupa anche di gestire gli asset immateriali del gruppo e di incassare royalties per l’utilizzo dei brand e probabilmente dell’immagine di Chiara; tutto questo per finanziare la Società semplice Ferragni Enterprise Ss, destinata alla gestione delle proprietà immobiliari, che detiene anche il suo superattico di tre piani nel quartiere City Life a Milano.
Chiara Ferragni avrebbe quindi sfruttato fino in fondo tutte le possibilità offerte dalla normativa Madre-Figlia per abbattere il reddito imponibile su cui calcolare le imposte sulla distribuzione degli utili. Questa normativa prevede infatti che solo il 5% degli utili distribuiti a una società madre dalla società figlia costituisca base imponibile per il calcolo dell’Ires, determinando una riduzione di oltre il 95% delle imposte, che passano dal 26% all’1,2%.
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Stando ai documenti pubblici e ai diversi passaggi di quote societarie, tra cessioni e conferimenti, rigorosamente ricostruiti nel libro, l’imprenditrice è passata da tre Srl distinte a una capogruppo denominata Sisterhood Srl, che detiene a sua volta le partecipazioni in Fenice Srl, Tbs Crew Srl e Ferragni Enterprise Ss, adottando uno schema che le ha permesso e le permette tuttora di gestire al meglio la distribuzione degli utili dalle aziende operative, la protezione del patrimonio personale nonché il reinvestimento della ricchezza prodotta dall’attività imprenditoriale. (riproduzione riservata)