Cherry Bank chiude il primo semestre 2026 con risultati positivi e lievemente superiori alle attese del Piano Strategico 2026-2028. La banca specializzata nelle pmi, presieduta da Marina Natale e fondata da Giovanni Bossi, ex amministratore delegato di Banca Ifis e oggi ceo, ha approvato i conti dei primi sei mesi dell'anno confermando il percorso di progressivo riposizionamento del modello di business avviato nel 2025.
Gli impieghi netti core sono cresciuti del 3%, sostenuti soprattutto dalle performance del Corporate & Investment Banking, salito del 35% rispetto al 31 dicembre 2025, e del Factoring, in aumento del 79%. Gli asset under management hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro, in crescita del 18%, con 939 milioni, pari a circa il 66% del totale, generati dal Private & Wealth Management, in aumento del 21%.
In forte crescita anche la raccolta diretta attraverso il network di filiali, salita a 1,2 miliardi di euro, il 22% in più rispetto alla fine del 2025. Il margine di intermediazione si è attestato a 102,2 milioni di euro, in linea con il primo semestre 2025, ma in crescita del 7% al netto dell'operatività sui crediti fiscali. L'utile ante imposte è stato pari a 38 milioni di euro, in linea con il dato dell’anno precedente, con un Roe del 20,4%. L’utile netto dopo le imposte, invece, si è attestato a 23,56 milioni da 25,1 milioni.
Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto è salito a 243 milioni di euro, mentre il Cet1 ratio è passato dal 16,30% di fine 2025 al 17,15%. «I risultati del primo semestre sono positivi e lievemente sopra le aspettative del nostro Piano Strategico 2026-2028», ha spiegato Bossi. «Già dal 2025 è in corso una revisione progressiva del modello di business: sviluppo del Factoring e della finanza speciale alle imprese, consolidamento del modello Relationship Bank grazie ai servizi di Private & Wealth Management e alla rete Retail».
Nel semestre Cherry Bank ha rafforzato l'area Corporate & Investment Banking con nuove competenze specialistiche e proseguito lo sviluppo della Relationship Bank, modello costituito un anno fa. Il Private & Wealth Management conta 31 relationship manager al 30 giugno e ha ampliato l'offerta attraverso nuovi accordi con partner internazionali.
Parallelamente, la banca ha continuato a sviluppare il Factoring come componente specialistica del credito alle imprese e ha accelerato la crescita del segmento Retail, sia nella raccolta sia nell'erogazione del credito. Il network conta 24 filiali e 13 uffici, con l'ultima apertura a Milano nel giugno 2026.
Il settore dei crediti fiscali continua a fornire un contributo positivo alla redditività, ma è destinato a ridursi fino al 2028. Secondo il piano strategico, la crescita del Factoring e dell'area Cib consentirà di sostituire completamente entro quell'orizzonte il contributo dei crediti fiscali.
Infine, Cherry Bank mantiene un approccio «altamente rigoroso e selettivo» nel business degli Npl con l'obiettivo di «massimizzare la redditività attraverso una rapida rotazione del capitale impiegato e ottimizzare gli impatti patrimoniali». (riproduzione riservata)