Il colosso cinese delle batterie Catl ha sospeso le operazioni nella miniera di litio Jianxiawo in Cina, una delle più grandi al mondo, dopo la scadenza della licenza estrattiva il 9 agosto. La conseguenza è un balzo del prezzo della materia prima.
La società, leader mondiale nella produzione di batterie per veicoli elettrici, ha comunicato di aver avviato la procedura di rinnovo del permesso, senza fornire indicazioni sulla durata della sospensione, precisando che l’impatto sull’operatività complessiva sarà limitato.
Secondo fonti vicine al dossier citate da Bloomberg, l’impianto è fermo da almeno tre mesi. La miniera rappresenta circa il 6% della produzione globale di litio, mentre altri siti di Yichun contribuiscono a un ulteriore 5%.
L’area è considerata un hub strategico per i metalli delle batterie e, negli ultimi mesi, è finita nel mirino delle autorità cinesi nell’ambito della cosiddetta campagna anti-involution, mirata a combattere la sovraccapacità industriale e a rafforzare la conformità normativa nel settore estrattivo.
L’annuncio di Catl ha innescato un rally sui mercati lunedì 11 agosto: a Hong Kong Tianqi Lithium è salita fino al 19%, Ganfeng Lithium Group ha guadagnato il 21%, e i minerari australiani hanno registrato forti rialzi (Liontown +25%, Pilbara Minerals +19%, Mineral Resources +14%). Sul Guangzhou Futures Exchange, i contratti sul carbonato di litio con scadenza novembre hanno toccato il limite massimo giornaliero dell’8%, arrivando a quota 81.000 yuan a tonnellata.
Gli analisti ritengono che, se la sospensione dovesse estendersi ad altre miniere di Yichun dopo il 30 settembre - la scadenza fissata dalle autorità locali per la presentazione dei report sulle riserve da parte di otto operatori - il prezzo del litio potrebbe subire ulteriori rialzi significativi. (riproduzione riservata)