Tre pretendenti, ma uno in pole position. Secondo fonti finanziarie il Banco Desio è in vantaggio su Banca del Fucino e Cf+ per rilevare l’85% della Cassa di Orvieto, messo in vendita da Mcc. L’istituto brianzolo è in grande espansione (a maggio ha comprato 14 filiali dalla Popolare di Puglia e Basilicata) e vuole dar vita a un polo umbro con la Popolare di Spoleto, salvata dieci anni fa.
Un dettaglio di peso, perché in questi anni Banco Desio ha mostrato una grande attenzione al territorio, proprio quello che chiede il secondo azionista, la Fondazione Cassa di Orvieto. Fonti vicine alla partita affermano che la selezione verterà proprio su questo punto.
L’advisor di Mcc, Vitale, passerà al setaccio le offerte per capire le ricadute sul territorio, anche dal punto di vista occupazionale. A questa valutazione si affiancherà quella economica: di solito queste operazioni si chiudono a 0,6-0,8 volte il patrimonio, che in questo caso è di 101 milioni. Il valore complessivo della transazione dovrebbe aggirarsi quindi tra 50 e 70 milioni.
La partita è complicata anche dalle elezioni umbre. Come rivelato da Il Messaggero, le manifestazioni di interesse vincolanti saranno presentate solo dopo il voto del 18 novembre per non incidere sulle urne. Poi andranno vagliate le intenzioni della fondazione. Dietro l’uscita di Mcc ci sarebbe anche la volontà del secondo socio di incassare cedole più sostanziose, da destinare al territorio.
Risorse che di solito Mcc concentra sulla sua missione istituzionale, il finanziamento e le garanzie alle pmi. In ogni caso alla banca controllata da Invitalia (assistita da Prometeia) va il merito di aver risanato Orvieto: nel primo semestre la Cassa ha raddoppiato l’utile a 6 milioni. (riproduzione riservata)