La voglia di mare continua a premiare il mercato immobiliare tricolore. E premia la classica Liguria, ma anche Lazio e Marche. A dispetto del rallentamento registrato per le case in città, al mare la musica nell’ultimo anno è stata infatti ben diversa: domanda fortissima, tempi di vendita rapidi (meno di sei mesi), prezzi nell’ultimo anno in salita di un altro 4-6% con punte anche del 7% (alla fine dell’articolo la tabella con tutti i valori e le località), che portano al 10-15% l’incremento a cinque anni, cioè dal 2019, l’ultimo anno prima a del Covid.
«Proprio dalla pandemia derivano tuttora alcune delle motivazioni che continuano a spingere il mercato, e cioè voglia di spazi aperti e di fuga dalla città, resa possibile dal diffondersi del lavoro da remoto», spiega Alessadro Ghisolfi, responsabile Centro Studi di AbitareCo, «Ma non mancano, e anzi sono in crescita, gli acquisti per investimento, ovvero chi compra la casa al mare perché convinto che manterrà il valore nel tempo e anzi si rivaluterà, convinzione dimostrata dai fatti. E naturalmente anche per affittarla, magari in modalità affitto breve. Anzi, ancora più diffuse sono le formule miste: compro per sfruttare la casa direttamente, ma anche per affittarla, e ridurre così il peso di spese e mutuo, nei mesi in cui non la uso. Ricordiamo che nell’utimo anno gli acquisti supportati da finanziamento bancario sono stati il 58%». Un ulteriore supporto al mercato deriva poi dalla ripresa degli acquisti da parte degli stranieri, che incidono soprattutto sul segmento di maggior pregio e di richiamo internazionale, dalla Costa Smeralda a Portofino, da Capri Forte dei Marmi a masserie e bagli di Puglia e Sicilia.
Ma a spingere i prezzi è anche la scarsità dell’offerta immobiliare, soprattutto di abitazioni nuove o totalmente ristrutturate: molte delle località di mare del resto sono borghi storici, comunque troppo piccoli per permettere grandi costruzioni. Ad attirare è il fatto che un edificio nuovo richiede minori spese di gestione grazie a una maggiore efficienza energetica. E poi rispetta tutti gli attuali requisiti di legge, elemento che, alla luce della nuova Direttiva Ue che impone il taglio dei consumi energetici entro il 2030, è certo rassicurante. «Infine, le case in costruzione si possono facilmente personalizzare, e senza costi aggiuntivi», sottolinea Ghisolfi, «così da creare il proprio ambiente ideale per il relax estivo, scegliendo i colori, lo stile e i materiali più consoni». Ma l’offerta resta scarsa anche quando si passa alle abitazioni usate, anche da ristrutturare.
Per questa ragione i prezzi continuano a crescere, prima recuperando il gap generato dalla pandemia, e poi superando anche i valori del 2019. Naturalmente con trend diversi a seconda di località e tipologie di abitazione in vendita. Nel caso delle abitazioni di qualità elevata, vale a dire belle, con un bel panorama e in mete di prestigio o comunque turisticamente rinomate, e facilmente raggiungibili e vicine alle spiagge (questi requisiti più importanti) i valori sono sostanzialmente cresciuti del 5% in un anno, con punte del 7% rispetto alla primavera del 2023. Come accennato, le più premiate sono le mete della Liguria, favorite dalla vicinanza alle grandi città del Nord, e infatti i rialzi spaziano dal 4% della costa savonese al 6,2% di Arma di Taggia, e toccano anche le mete meno conosciute. Ma a sorpresa ancora meglio hanno fatto le località del Lazio: Sabaudia, Anzio si sono apprezzate più del 5% e addirittura del 6% San Felice Circeo, Ostia e Santa Severa. A favorirle sono state la vicinanza con la Capitale e prezzi relativamente convenienti, sicuramente molto più abbordabili rispetto a quelle di altre mete gettonate dai romani, dall’Argentario e alla parte sud della Toscana ad alcune località della Campania.
«Trend molto positivo anche per le località toscane, tra il 3,9 e il 4,9%», prosegue Ghisolfi, «mentre meno dinamiche sono apparse le regioni del Sud, cioè le località di Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna, dove invece i valori sono cresciuti soprattutto per le case nuove o ristrutturate. A incidere la minor offerta di abitazioni nuove per contro l’abbondanza di case, anche di grandi dimensioni, completamente da ristrutturare. Il tutto senza dimenticare che le abitazioni particolari e ristrutturate, come masserie e trulli in Puglia, possono costare anche oltre 10mila euro al metro quadro.
Le previsioni per il resto dell’anno dicono che, mentre in città il mercato è ancora in rallentamento almeno in termini di compravendite, sul fronte del turistico, la domanda e la propensione all’acquisto restano vivaci. «Possibile tuttavia un rallentamento delle transazioni», conclude Ghisolfi, «che non inciderà però sulla crescita dei prezzi, sempre sostenuti dalla vivacità del mercato delle locazioni: grazie ai portali dedicati all’affitto breve fa sì che in moltissime località il tasso di assorbimento annuo è vicino all’80%. (riproduzione riservata)