L'agenda di Palazzo Chigi si fa più serrata in vista del Consiglio Europeo di giovedì 19 e porta la premier Giorgia Meloni a coordinare diversi fronti prima della partenza per Bruxelles, a quattro giorni dal Referendum. La mattinata di mercoledì 18 si è aperta con un confronto operativo insieme ai ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin per analizzare il dossier carburanti, seguito dal consueto passaggio istituzionale al Quirinale per la colazione con il presidente Sergio Mattarella.
E mentre a Palazzo Chigi si definiva la linea da portare in Europa, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si preparava per il vertice con le compagnie petrolifere presso la Prefettura di Milano. Al centro del tavolo la ricerca di un accordo condiviso per fissare un tetto al prezzo del diesel, una misura che punta a dare respiro a imprese e famiglie senza scossoni per il mercato. Il lavoro per tenere a bada i prezzi potrebbe confluire nel Consiglio dei Ministri convocato in via straordinaria per le 19 di oggi, mercoledì 18, prima della partenza per Bruxelles della premier.
Come scriveva questo giornale nei giorni scorsi, il governo starebbe valutando l’introduzione di un bonus carburanti per le famiglie con Isee fino a 15 mila euro, pensato per compensare l’aumento dei prezzi alla pompa. A questo sarà affiancato un taglio delle accise «sperimentale della durata di un mese», come annunciato da Salvini, «una misura che vale centinaia di milioni di euro».
Tra le altre misure, atteso un intervento a sostegno delle imprese italiane più esposte nei Paesi del Golfo, che rischiano contraccolpi sia per l’aumento dell’energia sia per le tensioni sulle rotte commerciali. L’idea è rafforzare gli strumenti di sostegno agli investimenti e alla presenza industriale italiana nei Paesi partner della regione, considerati strategici anche per gli afflussi di capitali verso l’Italia. Parallelamente è allo studio un credito d’imposta per l’autotrasporto e un intervento sui costi dell’energia per le imprese più energivore.
«Il tetto? Assolutamente sotto i 2 euro. Una riduzione di 5-10 centesimi non sarebbe sicuramente sufficiente perché l’obiettivo è di scendere sotto l’1,90, non solo sotto i 2 euro, per il diesel con un taglio da almeno 20-25 centesimi al litro», ha detto il ministro Salvini prima di presiedere la riunione. «Le proposte che stiamo avanzando come Lega stanno prendendo corpo, quello che mi interessa è che gli italiani che vanno a fare benzina paghino meno rispetto a quello che stanno pagando oggi».
Alle misure, ha assicurato il vicepremier, «ci sta lavorando il ministro Giorgetti» che parteciperà in videocollegamento alla riunione di Milano, a cui sono presenti anche Eni, Ip, Tamoil, Q8 e le compagnie «retiste», ovvero quelle con più di 100 punti vendita titolari o licenziatari di un marchio. Il ministro ha anche detto che, a suo avviso, «riaprire un dialogo con la Russia è doveroso». (riproduzione riservata)
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