Caro carburanti, a rischio un nuovo taglio delle accise: torna l’ipotesi bonus per i redditi bassi
Per una volta l’Italia potrebbe dare ascolto alle raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale. Non solo perché le indicazioni del Fmi sono finalizzate a promuovere la stabilità economica e finanziaria globale, ma soprattutto perché - numeri alla mano - la fatica nel reperire fondi per far pagare meno la benzina agli italiani non viene neanche più di tanto compensata dall’esito finale.
Sabato scadrà la quarta proroga del taglio delle accise sui carburanti annunciata dall’esecutivo venerdì 22 maggio. Come confermano fonti vicine al dossier a questo giornale, un’ulteriore conferma della misura è fortemente a rischio. Il governo starebbe lavorando per mettere a terra interventi mirati e meno costosi, come consigliava il Fmi.
«La recente riduzione generale delle accise su diesel e benzina, attuata per attutire l’impatto dello shock, dovrebbe essere sostituita da trasferimenti monetari mirati alle famiglie più vulnerabili», scriveva qualche settimana fa il Fondo Monetario nell’Article IV dedicato all’Italia. Tradotto: meglio rifinanziare la carta Dedicata a te per le famiglie con Isee inferiore ai 15 mila euro che tagliare le accise.
Nei tavoli tecnici, si lavora anche per rafforzare le misure a sostegno dell’autotrasporto ed evitare così che l’aumento dei prezzi venga scaricato sui beni e, quindi, sui consumatori. Anche considerando che dal 10 giugno l’esecutivo potrà contare sulle coperture derivanti dall’extragettito Iva di maggio. Ma la linea di Palazzo Chigi è chiara: una cosa alla volta.
Meloni è in attesa della risposta di Ursula von der Leyen alla lettera con cui l’Italia chiedeva uno scostamento dal Patto di Stabilità per le spese relative all’Energia. Le aspettative non sono delle migliori, ma le decisioni di Bruxelles avranno nette ripercussioni sulle scelte dell’esecutivo italiano.
Lunedì 1 giugno, il prezzo medio del gasolio in modalità self è stato di 2,005 euro al litro, appena sopra la soglia psicologica dei 2 euro - risultato ottenuto a fronte di uno sconto in vigore di 10 centesimi. Il ministro della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito che il punto di partenza per un prossimo intervento sarà la valutazione «del livello dei prezzi nei prossimi giorni», a ridosso quindi della scadenza.
Domani, l’aula della Camera discuterà la mozione di Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e FI che chiede di «proseguire l’azione in sede europea» per «ricorrere temporaneamente alla flessibilità del quadro di governance» per «assicurare l’adozione di ulteriori misure in materia di sicurezza economica ed energetica» e «garantire il finanziamento di interventi proporzionati e mirati ad attenuare l’impatto sui settori più colpiti», in particolare agricoltura, pesca, trasporti e industrie. La decisione finale sarà presa probabilmente entro giovedì 4 giugno: quando si terrà il primo Consiglio dei ministri del mese, a poche ore del viaggio della presidente Meloni a Tivat, Montenegro, per il vertice Ue-Balcani. (riproduzione riservata)